Samsung Electronics stima, per il trimestre da luglio a settembre, 107.400 miliardi di won di utile operativo. In dollari sono 80,2 miliardi. È il livello più alto mai raggiunto da un’azienda tecnologica, secondo quanto riporta Forbes Italia. Eppure giovedì 8 ottobre la Borsa di Seul non ha applaudito: il titolo ha chiuso in calo del 2,42%.
Il dato è una stima preliminare diffusa dalla stessa società, non un bilancio. Rispetto al terzo trimestre del 2025 l’utile cresce del 782%, e supera anche i 106.100 miliardi di won che gli analisti raccolti da Lseg si aspettavano. Il fatturato è atteso a 145 miliardi di dollari, cioè 195mila miliardi di won: più del doppio di un anno prima, +127%. Per Samsung è il quarto trimestre di fila con un utile operativo da primato.
Il motore è l’intelligenza artificiale. I data center che addestrano e fanno girare i modelli consumano memoria in quantità enormi, e l’industria non riesce a produrne abbastanza per tenere il passo. Cresce soprattutto la domanda di hbm, le memorie a banda larga che lavorano accanto ai processori più avanzati. Qui gli avversari di Samsung sono Micron e Sk Hynix.
C’è un effetto collaterale che riguarda anche chi i data center non li vede mai. Con l’offerta corta, sono saliti i prezzi pure delle memorie tradizionali, e questo gonfia i margini dei produttori. Chi compra un telefono o un computer lo paga nel prezzo finale.
Lo stesso copione si è visto a Taiwan. Tsmc, che produce chip progettati da altri come Nvidia e Apple, ha chiuso il trimestre con ricavi attorno a 46,7 miliardi di dollari, il 50% in più dell’anno prima. A settembre il fatturato è salito del 54,6%, circa 16 miliardi di dollari americani, ovvero 511,86 miliardi in valuta taiwanese. Il titolo ha comunque perso l’1,35%.
Perché gli investitori vendono davanti a numeri così? Il dubbio riguarda la durata. La crescita poggia su due gambe, i prezzi dei chip in rialzo e gli investimenti in infrastrutture per l’IA, e nessuna delle due è garantita. Il settore dei semiconduttori, inoltre, ha sempre alternato fasi di espansione e di frenata, a seconda di quanto la domanda si avvicina alla capacità produttiva.
Un primo segnale arriva dalle previsioni di TrendForce. Nel quarto trimestre le dram convenzionali dovrebbero rincarare del 10-15% sul trimestre precedente, le nand flash del 15-20%. Gli aumenti continuano, ma il passo delle dram dovrebbe rallentare. Un prezzo che sale più piano non è un prezzo che scende, però è esattamente il tipo di cambio di ritmo che il mercato sta già scontando.
Il quadro completo arriverà con i conti. Tsmc presenta i risultati definitivi il 15 ottobre, Samsung il 29 ottobre, quando mostrerà i numeri divisione per divisione. Solo allora si capirà quanto dei profitti viene dalle memorie per l’IA e quanto dal rincaro delle memorie classiche.
Per chi ha azioni di chip in portafoglio, le due date da segnare sono il 15 e il 29 ottobre: contano più dei record già annunciati.
Dati e stime tratti da un articolo di Forbes Italia pubblicato l’8 ottobre 2026.