SpaceX cerca 40 miliardi di dollari in tutto, da spendere in chip Nvidia. Lo scrive il Financial Times, citato da Forbes Italia: dieci miliardi arriverebbero da prestiti bancari e trenta dall’emissione di debito sul mercato.
A guidare l’operazione sarebbe Apollo Global Management, già vista all’opera in finanziamenti simili per Anthropic. Anche Pimco risulterebbe in trattativa, tra pochi altri investitori. Né Apollo né Pimco hanno commentato, e la chiusura è attesa nel 2027.
I chip servono all’AI di Musk: xAI, che ha assorbito X, oggi fa parte del gruppo SpaceX insieme alla rete satellitare Starlink. È la divisione che pesa di più sui conti. Nel 2025 xAI ha perso 6,36 miliardi di dollari a livello operativo: lo dicono le carte presentate dalla stessa SpaceX.
Il debito arriva su un bilancio già sotto pressione. Tra gennaio e giugno le spese per impianti e infrastrutture hanno superato di molto la cassa generata dall’attività operativa. Finanziare l’acquisto di hardware a prestito significa quindi aggiungere obblighi di rimborso a un gruppo che oggi spende più di quanto incassa.
La Borsa non ha dimenticato come è andata finora. Il 12 giugno SpaceX ha debuttato sul Nasdaq con la più grande offerta pubblica iniziale mai fatta: azioni collocate a 135 dollari, oltre 75 miliardi raccolti e una valutazione di circa 1,77 trilioni. Da allora SPCX, il simbolo del titolo, ha alternato rialzi forti e correzioni brusche, in gran parte per i dubbi sui conti.
C’è poi una data vicina. Venerdì 9 ottobre scade il blocco alle vendite che riguarda 328,4 milioni di titoli in mano a soci storici e dipendenti. Sbloccarle non obbliga nessuno a vendere. Se però la domanda non basta ad assorbire l’offerta, il prezzo ne risente.
Il calendario non finisce lì. Entro l’8 dicembre la quota negoziabile potrebbe arrivare fino al 40%. Le azioni di Musk, invece, restano vincolate fino a metà 2027. In pratica il titolo dovrà reggere più tappe, e nel frattempo il nuovo debito pesa sulle valutazioni.
SpaceX non è sola. Anche altri gruppi dell’AI si indebitano per tenere il passo dei concorrenti, e la scommessa regge solo se i data center si trasformeranno in ricavi e utili. Forbes Italia nota che la risposta non sarà misurabile a breve.
Musk intanto è tornato a superare i mille miliardi di patrimonio. Per le stime in tempo reale di Forbes vale 1.030 miliardi di dollari, contro i circa 375 di Jeff Bezos, secondo in classifica. Venerdì 2 ottobre il solo rialzo di Tesla, dopo consegne trimestrali sopra le attese, ha aggiunto 61 miliardi alla sua fortuna.
Chi ha SpaceX in portafoglio dovrebbe guardare l’andamento del titolo nei giorni dopo lo sblocco del 9 ottobre: dirà se il mercato digerisce sia le vendite possibili sia il nuovo debito.
Forbes Italia, 7 ottobre 2026, che riprende le indiscrezioni del Financial Times sul finanziamento da 40 miliardi di dollari.