Chi lascia diverse migliaia di euro ferme sul conto corrente prima di partire per le vacanze rinuncia a un rendimento che il mercato offre oggi con rischio quasi nullo. Su un orizzonte di poche settimane, tre strade si contendono la scelta di chi vuole muovere quella liquidità: un fondo monetario, un conto deposito libero o un BOT a brevissima scadenza. La scelta giusta dipende dal capitale disponibile e da un conto titoli già aperto o meno.

Chi guarda al risparmio postale resterà deluso. Al momento non esistono buoni fruttiferi né Depositi Supersmart con scadenza a uno, due o tre mesi: la durata minima parte da sei mesi, un vincolo troppo lungo per chi si muove solo per l’estate.

Per chi ha già un conto titoli attivo, l’alternativa più diffusa è un ETF monetario in euro agganciato al tasso €STR, il tasso overnight della zona euro. Oggi rende circa il 2,18% lordo su base annua, un livello che nell’arco di uno o tre mesi resta quasi stabile. Il costo di gestione, il cosiddetto TER, è contenuto tra lo 0,09% e lo 0,10% annuo e già incluso nel prezzo delle quote. A questo si sommano le commissioni di negoziazione, quasi simboliche sui broker fintech, in una forbice che va da 2 a 10 euro sui broker online, fino a 20 euro su quelli tradizionali. Su un capitale di 90.000 euro parcheggiato per un mese, il rendimento lordo si aggira sui 160 euro, cifra che sale nell’ordine di due o tre volte restando investiti fino a due o tre mesi. La tassazione oscilla tra il 12,50% e il 26%, a seconda di cosa replica il fondo.

Chi preferisce restare fuori dalla Borsa può puntare su un conto deposito bancario libero, senza vincolo di scadenza fissa: trovarne uno vincolato a uno o due mesi è raro. Il vantaggio è l’assenza di costi di gestione. Lo svantaggio è la tassazione, fissa al 26% e mai al 12,50%, più il bollo dello 0,2% annuo previsto per legge. I tassi offerti oggi da queste soluzioni vanno dall’1,50% al 2,75% lordo annuo, di solito qualche decina di euro sotto un ETF monetario nello stesso arco di tempo.

Chi cerca l’opzione più vicina a un titolo di Stato può guardare ai BOT con vita residua di uno o due mesi. Due esempi quotati sul mercato secondario lo mostrano bene: il titolo in scadenza il 14 settembre 2026, codice ISIN IT0005669269, prezza a 99,796 per un rendimento lordo del 2,19%. Quello in scadenza il 14 ottobre, codice ISIN IT0005674335, passa di mano a 99,589, con un rendimento a scadenza del 2,38%. Allungando la durata i ritorni salgono un poco, ma su un orizzonte di poche settimane il margine resta piccolo.

Nessuna delle tre strade cambia la sostanza dei risparmi: restano guadagni piccoli, pensati più a pareggiare i costi correnti e un pezzo di inflazione stagionale che a costruire un rendimento importante. Più grosso è però il capitale fermo sul conto, più conviene guardare all’ETF monetario o al BOT più corto prima di lasciarlo infruttifero per un mese: la differenza vale più di una cena in vacanza.

Dati e calcoli riportati da Money.it in un articolo di Stefano Vozza pubblicato l’8 agosto 2026.