Secondo quanto riportato da Money.it, il titolo di Société Générale è salito, in una sola seduta, di un massimo del 4% dopo la presentazione, a Londra, del piano industriale che porterà la banca francese fino al 2029. Krupa, l’amministratore delegato del gruppo, ha indicato come traguardo un Rote, il ritorno sul capitale tangibile, compreso in una forchetta 13-14% entro la fine del piano: un livello superiore rispetto all’11% circa di partenza, con il gruppo che punta a superare quota 15% dal 2030 in poi.
Sul fronte dei costi il piano è più severo. Il rapporto tra spese e ricavi scenderà sotto quota 55% entro il 2029, quando adesso viaggia intorno al 60%, e la spesa complessiva del gruppo dovrà restare al di sotto dei 16,3 miliardi. Nell’arco dei prossimi quattro esercizi la banca punta a un risparmio lordo cumulato vicino a 1,9 miliardi, ottenuto mettendo mano a fornitori, budget tecnologico, uso dell’intelligenza artificiale per rendere il personale più produttivo e a una riorganizzazione dell’organico.
I ricavi, in questo schema, cresceranno molto più lentamente: la stima parla di un aumento medio annuo vicino al 3%. Per quanto riguarda la solidità patrimoniale, l’indice Cet1 dovrebbe salire oltre il 13% e il costo del rischio resterà in una fascia stretta, con un minimo di 25 punti base e un massimo di 30; BoursoBank, il ramo bancario digitale del gruppo, punta invece a superare quota 14 milioni di clienti prima che il piano si chiuda.
La parte del piano più seguita dagli investitori, però, riguarda quanto arriverà nelle loro tasche: complessivamente più di 21 miliardi di euro nell’arco dell’intero piano, con oltre 13 miliardi destinati ai dividendi ordinari e un dividendo per azione che ogni anno salirà a doppia cifra, anche se contenuta. Krupa ha spiegato che tagliare i costi resta il cuore della strategia del gruppo anche per i prossimi anni, e che ora l’obiettivo è spingere di più sulla crescita redditizia senza abbassare la guardia su rischio e spesa.
Il mercato ha reagito subito: le azioni sono partite lunedì con un rialzo del 2,5%, per poi arrivare fino al 4% nel corso delle contrattazioni, una performance migliore di quella segnata dall’indice bancario europeo, che nella stessa giornata è salito solo dell’1,5%. Il titolo ha chiuso a ridosso dei 73,9 euro, con un progresso superiore al 7% dall’inizio dell’anno.
Sui ricavi gli analisti restano invece divisi. Circa venti case di investimento continuano a raccomandare l’acquisto del titolo, con un prezzo obiettivo medio vicino a 88 euro, e Bank of America ha ribadito il proprio giudizio positivo appena finita la presentazione londinese. Diverso il tono di Jefferies: pur apprezzando le mosse puntuali fatte sul lato dei costi, la banca d’affari giudica il target di crescita dei ricavi, fissato al 3%, decisamente conservativo.
Il mercato ha ancora impressa la memoria del 2023, quando un piano industriale precedente fece perdere al titolo una percentuale a doppia cifra in una singola giornata, proprio perché gli investitori non credevano ai numeri sulla redditività promessi allora. È per questo che il nuovo piano deve dimostrare più solidità nell’esecuzione: Société Générale resta quotata a meno della metà della rivale Bnp Paribas e affronta la concorrenza di sfidanti digitali come Revolut, oltre a quella dei colossi d’investimento americani.
Il paragone con l’Italia mette in prospettiva le cifre in gioco. Nel piano 2026-2029 di Intesa Sanpaolo le distribuzioni promesse toccano un tetto di 50 miliardi, oltre il doppio di quanto messo sul tavolo dal gruppo francese, anche se le due banche hanno dimensioni e assetti patrimoniali diversi e non si prestano a un confronto diretto.
Chi tiene il titolo in portafoglio, o valuta di comprarlo, dovrà verificare ogni trimestre se i tagli promessi si tradurranno davvero nella crescita di fatturato necessaria per centrare il Rote annunciato, con le prossime mosse della BCE sui tassi che restano una variabile capace di spostare ancora il margine di interesse della banca.
Dati e dichiarazioni riportati da Money.it sulla base della presentazione tenuta da Société Générale lunedì a Londra.