Le azioni di Industrie De Nora, multinazionale italiana attiva nei processi elettrochimici e nel trattamento delle risorse idriche, hanno perso oltre il 14% a Piazza Affari, scendendo a 6,32 euro. Il tonfo è arrivato martedì 22 settembre, quando è stato reso noto il completamento della vendita di una quota della società da parte di Snam. Lo riporta Money.it, che raccoglie anche i primi commenti degli analisti sull’operazione.
L’operazione era stata annunciata la sera prima, lunedì 21 settembre: Asset Company 10, il veicolo interamente controllato da Snam, aveva comunicato l’intenzione di collocare sul mercato 10 milioni di titoli De Nora, il 5% del capitale, con un collocamento accelerato riservato a investitori istituzionali, la tecnica nota come accelerated bookbuilding.
Il prezzo di vendita è stato fissato a 6,69 euro per azione, per un incasso complessivo vicino ai 67 milioni di euro. Si tratta di uno sconto del 9,6% sulla chiusura di lunedì, quando il titolo valeva 7,40 euro: un prezzo pensato per garantire il collocamento in poche ore, non per riflettere il valore che il mercato attribuiva alla società la sera prima.
Dopo la cessione, la partecipazione di Asset Company 10 in De Nora scende a 33 milioni di titoli circa, il 16,6% del capitale e il 20,8% dei diritti di voto, sceso dal 21,59% di prima dell’operazione. Lo scarto tra le due percentuali riflette il meccanismo del voto plurimo di cui godono alcune azioni De Nora. Snam si è inoltre impegnata a non cedere altre quote per 90 giorni dal regolamento della vendita, il vincolo tipico che le banche chiedono per rassicurare chi compra.
Per Snam la mossa fa parte del piano di asset rotation della sua strategia industriale, che prevede dismissioni per circa 1,6 miliardi di euro, a cui si aggiungono altri 400-500 milioni dalla cessione del ramo biogas e biometano. Anche il titolo Snam ha risentito della notizia, cedendo più dell’1% sul Ftse Mib nella stessa seduta.
Equita SIM ha giudicato l’impatto finanziario contenuto per Snam: la posizione finanziaria netta di gruppo è stimata attorno ai 18,9 miliardi di euro negativi a fine anno, e il contributo legato alla quota residua in De Nora resta sotto i 20 milioni di euro, una cifra che non sposta l’utile per azione del gruppo. Gli analisti confermano un giudizio positivo su Snam, con un obiettivo di prezzo di 7,10 euro, mentre su De Nora restano neutrali, con un target di 7,20 euro: un livello comunque superiore ai 6,32 euro toccati in seduta.
La casa d’affari segnala però un rischio più duraturo della singola vendita: Snam mantiene ancora una quota rilevante in De Nora, e la possibilità di ulteriori cessioni resta un fattore di pressione sul prezzo, quello che gli analisti chiamano un overhang.
Chi ha De Nora in portafoglio dovrebbe segnarsi la scadenza del lock-up di 90 giorni concordato da Snam: a fine dicembre, quel vincolo cade, ed è il primo momento in cui un nuovo blocco di azioni potrebbe tornare sul mercato.
Dati e commenti degli analisti riportati da Money.it, nella cronaca pubblicata martedì 22 settembre 2026.