Shein avrebbe raggiunto un’intesa con la Federal Trade Commission (Ftc), l’autorità statunitense a tutela dei consumatori. Per archiviare l’indagine su consegne in ritardo e altre lamentele dei clienti pagherebbe 100 milioni di dollari, che al cambio fanno 89 milioni di euro circa. La notizia arriva da Reuters, secondo una persona vicina al dossier. L’autorità non ha confermato né la cifra né i termini dell’accordo.
Il gruppo ha scelto una formula morbida. In una nota all’agenzia ha definito costruttivo l’esito con la Ftc e ha promesso altri dettagli a breve. La Ftc non ha commentato. Finché nessuna delle due parti pubblica un testo, l’importo resta quello riferito da una sola testata.
Per dare un peso alla somma, Reuters la rapporta ai conti: i 100 milioni valgono il 44% dell’utile del secondo trimestre. Non è poco, ma nemmeno una cifra che metta in difficoltà il gruppo. Pesa di più il precedente che una sanzione simile lascia sul modello di business.
I numeri sulle lamentele sono stati ricavati da Reuters negli archivi della Ftc. Contro Shein sono stati presentati più di 12mila reclami, legati ad acquisti per oltre 11 milioni di dollari. Molti toccano le spedizioni: pacchi segnati come consegnati che i clienti dicono di non aver mai visto arrivare. Chi si è rivolto sia alla Ftc sia al Better Business Bureau racconta che il servizio clienti non ha risolto nulla.
Un dettaglio spiega perché la società volesse chiudere in fretta. Già a luglio, nelle carte preparate per lo sbarco in Borsa a Hong Kong, il gruppo aveva messo in guardia gli investitori: l’indagine americana poteva tradursi in sanzioni significative. Il rischio era dunque dichiarato prima del debutto.
Il debutto non ha aiutato. Dall’esordio in Borsa, il 1° settembre, il titolo cede il 22% sul prezzo a cui erano state collocate le azioni. Jefferies ha poi calcolato un calo del 42% annuo dei download dell’app, su dieci mercati, nell’ultimo mese rilevato.
Il gruppo è nato in Cina e oggi ha sede a Singapore. Ha davanti stretti normativi e fiscali sia in Europa sia negli Stati Uniti, e secondo Reuters questo ne ha rallentato lo sviluppo. A Bruxelles la Commissione europea non ha chiuso il suo fascicolo sui prodotti illegali in vendita sul marketplace. L’anno scorso, inoltre, il garante francese dei dati personali ha multato la società con una sanzione da 150 milioni, in euro, per i cookie usati in modo improprio.
Messi in fila, i fronti aperti raccontano un problema ricorrente. La formula di prezzi bassi e merce che arriva da lontano si scontra con regole pensate per chi compra. L’intesa con la Ftc toglie un’incognita, ma non quella europea. E vale solo se il testo definitivo conferma ciò che Reuters ha riferito.
Chi ordina da Shein e ha avuto problemi con una consegna non vedrà effetti immediati. Il passaggio da seguire è la nota con i dettagli promessa dal gruppo: dirà se l’intesa prevede anche impegni su spedizioni e rimborsi.
Notizia pubblicata da Pambianco News il 27 ottobre 2026, che a sua volta cita Reuters.