Nei primi tre trimestri dell’anno il Gruppo Moncler ha fatturato 1,89 miliardi di euro: +3% se si contano i cambi correnti, +6% a parità di cambi. Il dato però nasconde un’inversione: il merito è tutto del primo semestre, mentre il terzo trimestre è rimasto fermo.
Secondo quanto riporta Pambianco News, tra luglio e settembre il fatturato consolidato è stato di 605,5 milioni di euro, stabile a tassi costanti. In pratica la corsa del gruppo si è interrotta proprio quando si guardava ai mesi più importanti per la stagione. Il comunicato non indica cosa aspettarsi per l’ultimo trimestre.
Remo Ruffini, presidente esecutivo, ha parlato di uno scenario “estremamente complesso” per tutto il settore. Ha aggiunto che in momenti simili servono rigore e concretezza, ma che conta ancora di più restare fedeli alla strategia di marca, guardando lontano.
Il marchio Moncler pesa quasi l’intero fatturato. Nei nove mesi ha incassato 1,59 miliardi di euro, con un +2% a cambi correnti e, a cambi costanti, un +6%. Il solo trimestre estivo si è chiuso a 499,6 milioni, con un calo dell’1% a tassi costanti.
La causa indicata dal gruppo è il canale diretto al consumatore, quello dei negozi propri e dell’online, che ha perso il 2% a tassi costanti. L’azienda lo spiega con un quadro operativo difficile e con flussi turistici che restano contenuti, soprattutto in Europa, Medio Oriente e Africa.
La geografia racconta due velocità. In Asia, che comprende Asia-Pacifico, Giappone e Corea, il marchio ha fatto 822,7 milioni di euro nei nove mesi. L’aumento a tassi correnti è del 9%, a parità di cambi del 15%, ma tra luglio e settembre è rallentata al 5%.
L’area Emea, invece, va nella direzione opposta. I ricavi sono scesi a 546,7 milioni. A cambi correnti la perdita è del 6%, a parità di cambi del 5%. Tra luglio e settembre la perdita è arrivata all’8%, perché i clienti locali spendono meno e i turisti, in particolare asiatici, sono pochi. Le Americhe hanno fatto 219,8 milioni: +5% a tassi costanti, nessuna variazione a cambi correnti. Nel trimestre l’aumento è stato del 2%, per via di un traffico estivo più debole.
Stone Island, l’altro marchio del gruppo, ha tenuto meglio. Nei nove mesi ha realizzato 306,2 milioni di euro, con un aumento a cambi correnti del 6% e, a parità di cambi, dell’8%. Il trimestre estivo ha portato 105,9 milioni, con un +5% a tassi costanti.
Anche qui l’Asia corre più delle altre aree: 86,4 milioni di euro, il 16% in più a tassi correnti e il 23% a parità di cambi, con un +19% nel trimestre. L’Emea è a 198,3 milioni, con un +1% sia a cambi correnti sia a costanti. Le Americhe valgono ancora poco, 21,5 milioni, ma crescono a cambi correnti del 22% e a cambi costanti del 26%. Il terzo trimestre ha visto un +13%, trainato dal canale diretto.
Un dettaglio aiuta a leggere i numeri: la differenza tra cambi correnti e costanti. Quando l’euro si rafforza, i ricavi realizzati in altre valute pesano meno una volta convertiti. Per le Americhe la forbice è evidente: il dato corrente è fermo, quello a tassi costanti cresce del 5%.
Chi guarda il titolo o il settore del lusso dovrebbe tenere d’occhio i conti di fine anno di Moncler. Diranno se il calo europeo resta un fenomeno estivo o si prolunga, e se l’Asia basta a compensarlo.
Dati dai risultati dei nove mesi del Gruppo Moncler, riportati da Pambianco News il 21 ottobre 2026.