I saldi estivi italiani hanno perso slancio a luglio. Dopo un avvio positivo, tra il tre e il cinque per cento in più rispetto allo scorso anno soprattutto a Milano, il caldo intenso ha svuotato le strade dello shopping. Lo dichiara ad Adnkronos Giulio Felloni, presidente di Federmoda, la sigla di Confcommercio per il settore moda. Il presidente prevede per il 2026 vendite stabili, o in leggero calo rispetto al 2025.

Le temperature elevate non sono l’unica causa. Le famiglie italiane devono fare i conti con il caro carburanti e con il budget delle vacanze estive, due voci di spesa che, secondo Felloni, finiscono per avere la priorità sull’acquisto di abbigliamento. Felloni descrive un cambiamento di priorità nei consumi delle famiglie, legato anche al contesto geopolitico internazionale, che da tempo spinge a privilegiare le vacanze rispetto al guardaroba. A questo si aggiunge un’abitudine ormai diffusa: gli acquisti online hanno reso gli italiani meno propensi a uscire nei negozi fisici, anche durante i saldi, spiega il presidente di Federmoda.

Ad agosto la situazione potrebbe cambiare segno. Con Roma e Milano che si svuotano per le ferie, le mete di vacanza dovrebbero guadagnare le quote di vendita perse dalle grandi città. Gli sconti, partiti dal 20-30% a inizio saldi, sono già saliti fino al 50% in molti punti vendita: una percentuale che per Felloni resta credibile, a differenza degli sconti del 70-80%, giudicati fuori mercato dallo stesso presidente di Federmoda. Un aumento di venti punti percentuali sul tetto degli sconti, dal 30% iniziale al 50% attuale, misura quanto i commercianti stiano già rincorrendo la domanda persa a luglio.

I centri commerciali fanno eccezione. I negozi di abbigliamento al loro interno non hanno risentito del calo registrato nei negozi di strada delle grandi città. Federmoda aveva stimato a inizio saldi una spesa media per nucleo familiare di 200 euro. Moltiplicato per il numero di famiglie italiane, circa 16 milioni, il valore porterebbe a un giro d’affari complessivo vicino a 3.200 milioni di euro entro la chiusura della stagione, prevista per i primi giorni di settembre.

Tra i capi più venduti spiccano gli accessori, in particolare borse e scarpe da donna, seguiti da camicie e pantaloni di lino e dalle magliette estive. Per l’uomo la combinazione più richiesta resta camicia e bermuda, mentre tra i colori dominano le tinte naturali: cioccolato, verde e ruggine, tendenze che secondo Federmoda si confermeranno anche nelle prossime collezioni.

Quella cifra resta però una proiezione della stessa Federmoda, non un dato di vendita già consuntivato: la conferma arriverà solo a saldi conclusi. Chi lavora nel retail moda ha ancora circa un mese per decidere se puntare su ulteriori ribassi di prezzo o attendere la domanda delle località di vacanza per smaltire il magazzino estivo.

Dichiarazioni di Giulio Felloni riportate da Adnkronos in un’intervista pubblicata il 3 agosto 2026.