Le azioni Saipem hanno perso fino al 9% a Piazza Affari martedì mattina, secondo quanto riportato da Money.it, dopo la pubblicazione dei conti del secondo trimestre e del primo semestre 2026. Il titolo ha poi ridotto le perdite, che restano comunque pesanti: verso le 10, la quotazione si aggirava sui 4,057 euro, in calo di quasi il 7%.
Il motivo è tecnico e preciso: la revisione riguarda la guidance sull’EBITDA adjusted, portata a 1,75 miliardi di euro dai precedenti 1,9 miliardi indicati dalla società. L’azienda ha indicato due motivi dietro la revisione. Il primo riguarda i maggiori costi operativi provocati dal conflitto in Medio Oriente: l’azienda ha speso circa 70 milioni aggiuntivi per rafforzare la sicurezza del personale nel Golfo e reggere l’urto delle difficoltà logistiche legate al conflitto con l’Iran. Il secondo motivo è lo scorporo dal bilancio delle attività di trivellazione in mare basso, dopo il perfezionamento della cessione.
Saipem ha precisato che il recupero di questi extra costi dai clienti non è ancora quantificabile con precisione, anche se ci sarebbero segnali di apertura commerciale da parte loro. Nel comunicato, la società non ha incluso quella possibile compensazione nella nuova guidance, un dettaglio che rende la stima più prudente di quanto sembri a prima vista.
Nel secondo trimestre l’EBITDA adjusted si è fermato a quota 402 milioni di euro, circa il 3% in meno, ben sotto i 464 milioni previsti dagli analisti sentiti da LSEG. Ricavi e flusso di cassa operativo restano invece confermati: rispettivamente attorno ai 15,5 miliardi e a 1 miliardo di euro per l’intero anno. Il free cash flow dovrebbe invece attestarsi vicino ai 600 milioni di euro, mentre gli investimenti sono stimati sui 450 milioni di euro.
Guardando al semestre nel suo complesso, l’utile netto adjusted è sceso del 6,4%, fermandosi a quota 131 milioni di euro, rispetto ai 140 milioni dello stesso periodo del 2025. L’utile netto contabile si è fermato a 96 milioni, penalizzato da 35 milioni di oneri non ricorrenti, legati al piano di uscite agevolate concordato con i sindacati alla fine del 2025.
I ricavi del semestre hanno raggiunto quota 7,345 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 7,211 miliardi dello stesso periodo di un anno prima. I nuovi ordini acquisiti hanno superato i 5,7 miliardi, in netto aumento sui 4,3 miliardi della prima metà del 2025.
Barclays, dal canto suo, ha lasciato invariato il giudizio sul titolo (“Equal Weight”) e il prezzo obiettivo, fissato a 5 euro, un valore che implicherebbe un recupero del 23% rispetto alle quotazioni di martedì mattina. Il giudizio va però letto insieme a un altro dato strutturale: Saipem resta tra i titoli più shortati del Ftse Mib, segno che parte del mercato scommette ancora su un ulteriore ribasso.
Chi ha in portafoglio il titolo dovrebbe guardare ai prossimi mesi come banco di prova. Se gli extra costi legati al Medio Oriente si ridurranno, o se i clienti inizieranno davvero a riconoscerne parte come suggerisce l’azienda, il divario tra la guidance attuale e quella precedente potrebbe chiudersi già nella seconda metà dell’anno.
Dati e cifre riportati da Money.it il 28 luglio 2026, a firma di Laura Naka Antonelli, sulla base dei conti del secondo trimestre e primo semestre 2026 diffusi da Saipem.