Safilo, il gruppo di Padova che produce e distribuisce occhiali, ha guadagnato 49,4 milioni di euro di utile netto adjusted nella prima metà del 2026, il 46,7% in più dei 33,7 milioni dell’anno prima. Il fatturato invece si muove nella direzione opposta: 512 milioni di euro nei sei mesi, in calo del 4,8% ai cambi correnti e dell’1,9% a cambi costanti.
Buona parte di quel balzo dell’utile arriva da una vicenda che con la gestione ordinaria non c’entra. Dopo che a febbraio la Corte Suprema statunitense ha bocciato i dazi imposti con la legge IEEPA, la norma sui poteri economici in stato di emergenza, la dogana americana ha aperto un canale di restituzione per le tariffe già pagate dalle aziende importatrici. Safilo ha fatto domanda e si è vista accreditare 22,2 milioni di euro: venti sono entrati a conto economico come sconto sul costo del venduto. Al 30 giugno, il resto aveva già ridotto il valore delle scorte a magazzino.
Tolto questo effetto straordinario, il quadro è più modesto. Senza i rimborsi doganali il margine netto adjusted resta al 6,6%, appena tre decimi sopra un anno fa. 86 milioni di euro segna invece l’ebitda adjusted del periodo, il 38,1% in più rispetto a un anno fa, ma tolto lo stesso beneficio il margine relativo scenderebbe dal 16,8% al 12,9%. Nel solo secondo trimestre la distanza è ancora più marcata: sul margine industriale lordo, arrivato al 73,1%, otto punti percentuali su undici e mezzo di crescita derivano proprio dal rimborso, non dal business.
Il trimestre aprile-giugno pesa 239,1 milioni sulle vendite nette, il 5,1% sotto l’anno scorso. Tengono Smith, Kate Spade, Carrera e David Beckham, i marchi più forti del portafoglio. Il Nord America ha perso il 6,9% nel semestre e l’Asia Pacifico è arretrata del 17,6%, l’area più debole del gruppo. In Europa il calo si ferma all’1%: in Italia la spinta di Polaroid, Tommy Hilfiger, Marc Jacobs, Boss e del debutto di Victoria Beckham ha quasi compensato l’uscita dal perimetro della controllata Lenti, ceduta nei mesi scorsi.
L’amministratore delegato Angelo Trocchia, in una nota diffusa insieme ai conti, ha parlato di clienti diventati più prudenti negli ordini per via di un mercato meno leggibile. Ha rivendicato la disciplina sui prezzi e sui costi come risposta a quella frenata, insieme a una generazione di cassa che definisce solida.
Nello stesso trimestre Safilo ha firmato un’intesa di esclusiva con Bollé Brands, il gruppo francese dell’occhialeria sportiva, per rilevare i marchi Spy+ e Serengeti, dopo l’accordo vincolante chiuso a maggio. È un movimento che va nella direzione opposta rispetto al resto dei conti: mentre il giro d’affari organico si restringe, il gruppo continua ad allargare il portafoglio marchi per vie esterne.
Per chi segue il titolo in Borsa, il numero da tenere d’occhio nei prossimi trimestri è il margine calcolato senza il beneficio doganale, non quello comunicato oggi. Solo quello dirà se la redditività di Safilo è migliorata davvero o se ha solo incassato un rimborso che non tornerà.
Dati e dichiarazioni riportati da PambianoNews il 26 agosto 2026, sulla base della nota sui conti diffusa dal gruppo Safilo.