Ryanair ha abbassato da 216 a 214 milioni l’obiettivo di passeggeri per l’esercizio 2027, per contenere l’esposizione al prezzo del petrolio durante l’inverno, la stagione meno redditizia del vettore irlandese. Il cherosene viaggia oggi intorno ai 140 dollari al barile, una soglia che rende la capacità invernale poco conveniente senza coperture adeguate.

La compagnia prevede che questa riduzione limiti le perdite della stagione fredda tra 70 e 100 milioni di euro, rispetto allo scenario in cui il programma restasse invariato. I collegamenti tra novembre e marzo dovrebbero restare stabili, con un confronto sostanzialmente piatto sull’anno precedente.

La mossa è insolita per una compagnia che a fine agosto ha rivendicato risultati da record. Significa che il management preferisce sacrificare qualche milione di passeggeri pur di non restare esposto ai prezzi del petrolio, una scelta che racconta quanto consideri seria l’incertezza sul cherosene per i prossimi mesi.

Se i prezzi del petrolio restano alti fino all’estate 2027, Ryanair si aspetta un aumento sensibile delle tariffe a corto raggio in Europa. La compagnia sostiene che alcuni concorrenti con coperture finanziarie più deboli rischiano di non reggere un altro inverno pesante. È un’affermazione che arriva dalla stessa Ryanair, non da un’analisi indipendente del settore.

Il comparto aereo low cost lavora su margini sottili, e un rialzo prolungato del cherosene pesa in modo sproporzionato sulle compagnie che non hanno bloccato in anticipo il prezzo del carburante. Ryanair, con la sua rete di coperture finanziarie, è nella posizione di attraversare l’inverno senza scossoni; altri vettori regionali potrebbero non avere la stessa flessibilità.

Agosto racconta però un’altra storia, quella dei conti in salute: 22,2 milioni di passeggeri su 120.500 voli, il 6% in più rispetto allo stesso mese del 2025. Il risultato arriva nonostante la chiusura temporanea dell’aeroporto di Catania dopo le eruzioni dell’Etna. La compagnia ha dovuto cancellare oltre 400 collegamenti. Secondo quanto riportato da Fortune Italia, i numeri arrivano dagli aggiornamenti diffusi dalla stessa Ryanair il 3 settembre 2026.

Il traffico tra aprile e ottobre dovrebbe salire di oltre il 5%, arrivando a 145 milioni di passeggeri nel 2026 rispetto ai 138 milioni del periodo precedente. Le tariffe del secondo trimestre sono attese in leggero calo su base annua. Il gruppo ha già bloccato l’80% del carburante necessario per l’esercizio 2027 a un livello vicino ai 67 dollari al barile, una copertura che dovrebbe garantire un altro anno in utile, anche se sotto il risultato record del 2026. Il petrolio resta quindi la variabile chiave da osservare nei prossimi mesi.

Chi prenota un volo a corto raggio per l’estate 2027 farebbe bene a muoversi con anticipo. Se il petrolio resta sopra i 140 dollari al barile, i biglietti difficilmente costeranno meno nella prossima stagione fredda.

Dati e dichiarazioni riportati da Fortune Italia il 3 settembre 2026, sulla base degli aggiornamenti diffusi da Ryanair.