Rulen, startup italiana di intelligenza artificiale per il lavoro fiscale, ha chiuso un round di finanziamento: 1,8 milioni di euro raccolti con l’ingresso di nuovi soci. Lo riporta Forbes.it, che ha dato la notizia mercoledì 21 ottobre. È il primo round della società, che fino a poco fa si chiamava LexSA.

A guidare l’operazione è VC Partners. Con lei ci sono un gruppo di business angel e quattro fondi: Zest, Alpha Venture, Growth Engine e Ame Ventures. La somma serve a far crescere un prodotto pensato per studi legali, studi tributari e imprese.

Rulen nasce da un problema di personale. Secondo i dati citati da Forbes.it, le nuove iscrizioni alle professioni di commercialista e fiscalista sono scese di oltre il 27%. Chi ha meno di 40 anni rappresenta solo il 15% degli iscritti. Gli studi faticano a trovare giovani da assumere, mentre il lavoro quotidiano resta fatto di passaggi manuali e frammentati.

La società, lanciata a fine 2025 e vincitrice di Digithon 2025, risponde con la promessa di automatizzare un processo dall’inizio alla fine. Si parte dalla raccolta dei dati e si arriva al documento finale. Il software si collega ai programmi che gli studi usano già, compreso il cassetto fiscale.

Il cambio di nome segna anche un cambio di prodotto. Rulen era un assistente di ricerca, cioè uno strumento a cui fare domande. Oggi la società lo presenta come piattaforma operativa che esegue flussi di lavoro completi, e dice di non voler essere un chatbot. Il professionista, sostiene l’azienda, mantiene il controllo e può verificare ogni passaggio.

Sul fronte dei numeri, la società dichiara di aver quintuplicato i clienti nell’arco di tre mesi e mezzo, con migliaia di attività gestite ogni giorno. Il dato non indica da quale base si parta, e non c’è un conteggio dei clienti né un fatturato. Senza quelle cifre, una crescita di cinque volte dice poco sulle dimensioni reali dell’azienda.

Tra gli utenti, sempre secondo l’azienda, ci sono gruppi multinazionali, boutique, aggregazioni di studi e grandi studi tributari e legali. Rulen è entrata inoltre in A-Road, programma di capitale di crescita pensato per le scaleup italiane con le prospettive migliori.

Simone Hong, cofondatore e amministratore delegato, ricorda di aver vissuto il problema per anni in prima persona: gli studi non trovano risorse junior, e professionisti molto qualificati perdono tempo in lavori ripetitivi. Con il round vuole trasformare l’assistente in una piattaforma di agenti. Claudio Cama, cofondatore e direttore tecnico, indica il passo successivo: integrare nuovi sistemi e costruire agenti capaci di gestire da soli i passaggi esecutivi, lasciando al professionista le decisioni di maggior valore.

Le affermazioni su clienti e prodotto vengono dall’azienda stessa e nessun dato indipendente le conferma. Il round, poi, è di taglia ridotta rispetto agli investimenti che muovono il settore dell’AI.

Per uno studio con pochi collaboratori, la cosa da guardare nei prossimi mesi è quanto tempo il software toglie davvero alle pratiche di routine e se i controlli restano nelle mani di chi firma.

Notizia riportata da Forbes.it mercoledì 21 ottobre 2026.