Chi incassa una pensione e intanto lavora in proprio deve inviare la Red all’INPS prima del 2 novembre 2026. Lo ha stabilito l’istituto con il suo messaggio numero 3281, datato 15 ottobre, come riporta Money.it.

La posta in gioco è alta. Mancare l’invio può portare a sanzioni che, in certi casi, arrivano a cancellare l’intero importo dell’assegno. Per questo conviene capire subito se si rientra tra gli obbligati.

Chi deve presentarla. Tocca ai titolari di trattamenti partiti nel 2025 o prima che hanno ancora limiti quando affiancano alla pensione un lavoro in proprio. L’obbligo vale anche se la situazione reddituale è identica a quella già comunicata in passato. Non basta quindi pensare che nulla sia cambiato.

Il perimetro, secondo Money.it, comprende quattro gruppi di prestazioni decorse prima del 1° gennaio 2026:

  • l’assegno ordinario di invalidità;
  • le pensioni Quota 103, Quota 102 e Quota 100, che vietano di sommarvi un lavoro in proprio, salvo l’attività occasionale sotto i 5.000 euro lordi l’anno e fino all’età per la vecchiaia;
  • le pensioni di reversibilità o indirette, se i redditi autonomi superano le soglie della Tabella F della legge 335 del 1995, e in quel caso l’assegno scende del 25%, del 40% o del 50%;
  • le anticipate e le pensioni di vecchiaia di chi non ha contributi versati al 31 dicembre 1995 e non ha ancora i requisiti per cumulare senza limiti.

Chi può saltarla. Sono esclusi gli assegni e le pensioni di invalidità con decorrenza fino al 31 dicembre 1994. Fuori anche chi ha una pensione di vecchiaia o anticipata e ha già raggiunto i requisiti per il cumulo pieno.

Cosa serve dichiarare. La richiesta guarda sia indietro sia avanti. Va indicato l’importo esatto dei redditi netti da lavoro autonomo ottenuti nel 2025, più una stima di quelli attesi quest’anno. Chi ha chiuso l’attività, o non prevede incassi, scrive zero. Chi non ha cambiato situazione conferma i dati già dichiarati.

Come si invia. Ci sono due strade. La prima passa da un patronato o da un intermediario autorizzato, che offrono assistenza gratuita. La seconda è fare da soli sul portale dell’INPS con il Red precompilato, scegliendo la voce che inizia con “Campagna RED 2026” e indica il 2025 come anno di reddito.

Dopo l’invio online si può scaricare in PDF la ricevuta con il numero di protocollo. È la prova che la dichiarazione è partita in tempo, quindi vale la pena conservarla.

Chi rientra in uno dei gruppi elencati dovrebbe segnare il 2 novembre in calendario e stimare con prudenza il reddito di quest’anno prima di aprire il portale.

Secondo Money.it, articolo di Patrizia Del Pidio del 16 ottobre 2026, basato sul messaggio INPS n. 3281 del 15 ottobre 2026.