Il fondo CVC e la holding belga GBL hanno portato l’offerta pubblica di acquisto su Recordati dai 51,29 euro iniziali a 53 euro ad azione. La finestra per aderire, prevista fino al 15 ottobre, ora termina il 23. L’annuncio è arrivato martedì 6 ottobre con un comunicato del veicolo Respighi BidCo, come riporta BeBeez.
È un cambio di posizione. Dopo le critiche degli amministratori indipendenti sulla valutazione, nei mesi scorsi gli offerenti avevano lasciato invariati prezzo e condizioni. Ora dichiarano che 53 euro è il loro prezzo “migliore e finale” e che non ci saranno altri rilanci.
Il mercato aveva già messo in conto un aumento. Nella seduta di lunedì 5 ottobre le azioni erano finite a 52,20 euro, quasi un euro oltre l’offerta di allora. Martedì la chiusura è stata di 53,10 euro (+1,72%), ancora un soffio sopra il nuovo prezzo. Chi compra oggi in Borsa sta quindi scommettendo su un’offerta ancora migliorabile, nonostante la dichiarazione dei promotori.
Il fondo attivista Palliser Capital reclamava un valore minimo di 60 euro ad azione. Il rilancio resta molto lontano da quella cifra.
Con il dividendo 2025 da 0,71 euro, già pagato a maggio, il valore sale a 53,71 euro, contro i 52 annunciati in origine. Il premio è del 16,61% sul prezzo di 46,06 euro registrato il 25 marzo, giorno che precede l’interesse non vincolante di CVC. Se tutte le 198.525.562 azioni in offerta venissero portate in adesione, l’esborso massimo toccherebbe 10,522 miliardi di euro, circa 339 milioni in più di prima. Una nuova garanzia bancaria copre la somma maggiore: la firmano quattro istituti, tra cui UniCredit e BNP Paribas.
Per l’intero gruppo, quel prezzo significa un valore di Borsa intorno a 11,17 miliardi. Aggiungendo il debito netto e togliendo le altre partecipazioni, il valore d’impresa arriva a 13,21 miliardi circa. Il multiplo sull’ebitda 2025 sale a 13,3 volte, dalle 12,7 dell’offerta precedente. Per le società comparabili scelte dagli stessi offerenti la media è 11,3 volte e la mediana 10,7. I numeri li calcola l’offerente, non un soggetto terzo.
Le azioni già conferite sono 98.844.468, ovvero poco sotto la metà (49,8%) di quelle in offerta, contate a fine seduta martedì. Il grosso viene da Rossini, socio di controllo che possiede il 46,82% della società e si era impegnato in modo irrevocabile ad aderire. Il contributo degli investitori sul mercato, per ora, è modesto.
Resta la soglia minima di adesioni, due terzi del capitale (66,67%), a cui l’offerente può comunque rinunciare. Raggiungerla darebbe la maggioranza per l’assemblea straordinaria e quindi per il delisting, anche con una fusione successiva. CVC potrà inoltre comprare altre azioni fuori dall’offerta, e il total return swap con UniCredit Bank GmbH è stato prorogato al 2 novembre.
Il comunicato non spiega come sarà coperto il fabbisogno aggiuntivo tra capitale dei soci, prestiti ponte e titoli PIK. Il piano iniziale prevedeva fino a 4,525 miliardi di equity, oltre 4,1 miliardi di prestito ponte e fino a 1,53 miliardi di notes.
L’azienda intanto cresce. Nel primo semestre 2026 i ricavi netti sono saliti del 6,6% a 1,411 miliardi, l’ebitda dell’8,8% a 540,2 milioni e il debito netto è sceso a 1,917 miliardi.
Chi ha azioni Recordati ha tempo fino al 23 ottobre per decidere se aderire o aspettare. Con il titolo sopra l’offerta e il 66,67% da raggiungere, vendere in Borsa o consegnare le azioni non è la stessa scelta.
Secondo BeBeez, che il 7 ottobre 2026 ha riportato il comunicato diffuso da CVC e GBL il 6 ottobre.