La Rai prevede di chiudere il 2026 in rosso per 8 milioni di euro e punta a portarla a zero entro dicembre. Lo ricostruisce Il Sole 24 Ore, che ha letto il quadro uscito dal consiglio di amministrazione del 17 settembre, quando è stata approvata la seconda revisione del budget. Il pareggio, per ora, è un obiettivo e non un risultato.

Il segno cambia rispetto all’anno scorso. Il 2025 si era chiuso con 9,3 milioni di utile, il primo dopo anni di conti difficili, e la prima versione del budget 2026 ne indicava 7. La tv pubblica non ha commentato ufficialmente i numeri. Secondo il quotidiano, la fiducia interna nasce dal miglioramento della gestione operativa negli ultimi mesi, che dovrebbe assorbire i costi straordinari delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina e dei Mondiali di calcio Fifa.

Sui ricavi il quadro è più sfumato. Si stimano 2,83 miliardi: più dei 2,81 del 2025, meno dei 2,87 messi in programma all’inizio dell’anno. La prima revisione si fermava a 2,82. I costi esterni, invece, salgono da 1,06 a 1,16 miliardi, cioè 100 milioni in più, e gli eventi sportivi spiegano gran parte dello scarto. Va meglio la pubblicità, che dovrebbe fruttare 445 milioni, 14 sopra il budget.

Anche l’indebitamento migliora sulla carta. La posizione finanziaria netta passa da -584,9 a -510 milioni di euro. Qui però entra in gioco la condizione che pesa su tutto il resto.

La revisione conta infatti sul far fruttare le azioni che la Rai possiede in Rai Way, la società che gestisce le torri televisive. Senza quell’operazione, sempre secondo la ricostruzione del Sole 24 Ore, il debito netto supererebbe i 600 milioni. Il piano immobiliare, che avrebbe dato altro ossigeno, non è incluso: la sua realizzazione è slittata al 2027.

La vendita era finita in secondo piano mentre la Rai trattava con F2i e con Mfe-Mediaset per fondere le torri in un unico polo italiano. Quel negoziato è saltato a inizio luglio, e l’idea di cedere le quote oltre il 50,1% è tornata sul tavolo. Oggi la Rai ne controlla il 65%, quindi parliamo di una cessione fino a quasi quindici punti percentuali.

L’azienda, interpellata, frena. Secondo la Rai, vendere azioni è una tra più strade allo studio per sostenere il piano industriale, e potrebbe non rivelarsi la più vantaggiosa. La priorità dichiarata resta sostenere lo sviluppo e la diversificazione di Rai Way. Tradotto: l’ipotesi è inserita nel budget, ma può cambiare prima della chiusura dell’anno.

Un limite di metodo conviene tenerlo presente. Le cifre arrivano da documenti interni raccontati da una testata, non da un bilancio pubblicato, e la stessa Rai non le ha confermate. Un pareggio costruito su una vendita ancora incerta resta una previsione, non un dato.

Chi segue i conti della tv pubblica dovrebbe guardare a una sola cosa nei prossimi mesi: se entro dicembre la Rai decide davvero sul pacchetto in Rai Way. Da quella scelta dipende se il rosso previsto diventa un pareggio.

Secondo Il Sole 24 Ore, articolo di Andrea Biondi del 1 ottobre 2026, i dati emergono dal consiglio di amministrazione Rai del 17 settembre.