PwC prevede una spesa cumulativa da 31.600 miliardi di dollari per i data center a livello globale entro il 2050, spinta dalla domanda di intelligenza artificiale. La stima arriva dal rapporto PwC intitolato Global Data Centre Outlook, realizzato insieme a Oxford Economics, con dati raccolti in 46 Paesi.
Il capitale investito ogni anno in infrastrutture di data center, oggi vicino agli 800 miliardi di dollari, potrebbe toccare i 1.800 entro il 2050, più del doppio del livello attuale. È l’aumento della capacità di calcolo richiesta dai modelli di intelligenza artificiale a spingere la curva verso l’alto.
Gli Stati Uniti pesano da soli 15.100 miliardi di dollari, una quota che sfiora la metà del totale mondiale, secondo le proiezioni. Segue l’area Asia-Pacifico a quota 8.200 miliardi, poi l’Europa, ferma a 5.600 miliardi. Al Medio Oriente vanno invece 1.100 miliardi, mentre l’Africa chiude la classifica con appena 255 miliardi di dollari.
Restano numeri soggetti a ipotesi. PwC stessa parla di una forbice: un minimo di 22.000 miliardi di dollari e un massimo vicino ai 50.000 miliardi, a seconda della velocità di diffusione dell’intelligenza artificiale nel mondo.
Dentro quella cifra cambia anche la composizione della spesa. La quota di spesa destinata all’hardware, oggi al 70%, dovrebbe arrivare al 93% nel 2050. I chip per l’intelligenza artificiale restano competitivi solo pochi anni. Un edificio, invece, si ammortizza su decenni interi.
Il rapporto individua anche i rischi che potrebbero rallentare questa traiettoria. La disponibilità di energia elettrica è il fattore che PwC indica come decisivo per stabilire dove verranno costruiti i prossimi data center.
Un giro di vite sui controlli all’export dei chip porterebbe l’investimento cumulativo intorno ai 25.500 miliardi di dollari in totale, quasi un quinto in meno. Un rafforzamento della sovranità digitale nei singoli Paesi non ridurrebbe il totale, ma ne cambierebbe la distribuzione geografica.
Le resistenze locali pesano già oggi. Nei primi tre mesi dell’anno almeno 75 progetti di data center sono stati fermati per l’opposizione dei residenti, con perdite stimate a 130 miliardi di dollari.
Per chi guarda al comparto tecnologico da investitore, o segue le ricadute occupazionali della corsa ai data center in Italia e in Europa, il segnale da monitorare nei prossimi mesi non è il totale a lungo termine. È la quota di capitale che le grandi aziende tech continuano a spostare dall’edilizia verso l’hardware: è quel rapporto a dire se la corsa resta sostenibile o se il conto energetico la rallenta prima del previsto.
Dati e stime tratti dal rapporto PwC Global Data Centre Outlook, ripresi da Money.it nell’articolo del 3 settembre 2026.