Il peso del fisco in Italia dovrebbe toccare il 43% del Pil nel 2026, il livello più alto degli ultimi dieci anni. Lo calcola l’ufficio studi della Cgia, come riporta Tgcom24, e il dato supera di poco il 42,9% del 2025.
Il rialzo non è nuovo. La tendenza va avanti dal 2024, mentre nel 2022, prima dell’arrivo di Giorgia Meloni a Palazzo Chigi, la pressione fiscale stava al 41,6%. Rispetto a quel punto di partenza, la previsione di quest’anno è più alta di 1,4 punti.
Questo non significa che tutti paghino di più. La Cgia precisa che per famiglie e microimprese il carico è calato di oltre 33 miliardi di euro, grazie alle misure varate in quattro anni. Le leggi di Bilancio di questo periodo hanno alzato il tetto della flat tax per gli autonomi e tagliato il cuneo fiscale: aliquota al 23% sui due scaglioni più bassi, accorpati in uno, e al 33% sul secondo scaglione.
Sommando tutti gli interventi, il sollievo per i nuclei familiari vale 45,7 miliardi. Se si escludono i fondi già messi a bilancio da chi governava prima e le misure temporanee, il beneficio scende a 33,3 miliardi.
Chi ha coperto la differenza? Secondo l’analisi della Cgia, a far salire il gettito sono soprattutto le grandi imprese, le banche e le assicurazioni, che pagano più tasse di prima. Pesa anche il lavoro: in quattro anni gli occupati sono cresciuti di 1,1 milioni, e ognuno versa Irpef e contributi previdenziali.
Sul territorio la mappa è netta. Nel 2024 il contribuente medio di Milano ha pagato 9.066 euro di Irpef, l’imposta personale sul reddito, più che in ogni altra provincia. Roma è seconda con 7.536 euro, oltre 1.500 euro sotto Milano. Subito dopo vengono Monza e Brianza (7.100 euro), poi Bolzano a 6.975 e Bologna a 6.846. In tutta Italia la media è di 5.788 euro.
In coda alla classifica trovi Crotone, con 3.867 euro, e Vibo Valentia, con 3.836. Più in basso ancora Sud Sardegna a 3.743 e Ragusa a 3.689. Il motivo sta nella progressività: l’aliquota cresce con il reddito. Milano e il suo hinterland hanno infatti il reddito medio dichiarato più alto, 34.803 euro, davanti a Bologna con 30.686 e a Monza-Brianza con 30.578. Dove si guadagna meno, il prelievo scende.
La platea è ampia. Quasi 43 milioni di persone versano l’Irpef ogni anno: 24,1 milioni sono lavoratori dipendenti e 14,5 milioni pensionati. Le partite Iva superano di poco 1,6 milioni, senza contare gli autonomi in flat tax, che hanno regole diverse. Per numero di contribuenti guida Roma con 3 milioni, poi Milano con 2,5 milioni e Napoli con 1,7 milioni.
Il 43% resta una previsione per l’anno in corso, non un dato a consuntivo. Per chi è dipendente o pensionato il segnale da seguire è la prossima legge di Bilancio: la Cgia lega l’aumento ai grandi soggetti economici, quindi la busta paga dipende da quali misure per le famiglie verranno confermate.
Secondo Tgcom24, che riporta l’analisi dell’ufficio studi della Cgia sulla pressione fiscale prevista per il 2026; la data della pubblicazione originale non è indicata.