Poste ha rialzato il valore della sua offerta su Tim, inserendo una quota extra in contanti di 0,30 euro per ogni titolo Tim consegnato all’operazione. Lo riporta Adnkronos, che ha diffuso la nota del cda il 7 settembre. La parte in azioni resta uguale: chi aderisce riceve comunque 0,218 nuovi titoli Poste per ciascuna azione Tim conferita, più adesso 1,97 euro in denaro invece dei precedenti 1,67 euro.

L’offerta è uno scambio, non un semplice acquisto in contanti: chi possiede azioni Tim e decide di portarle all’operazione diventa in parte azionista del gruppo Poste, incassando allo stesso tempo la componente monetaria appena aumentata. È questo mix, quota in titoli più quota in denaro, che rende ogni rialzo della parte cash una leva diretta per convincere gli indecisi.

Con il nuovo conteggio, il valore che il mercato attribuisce a ogni azione Tim sale a 7,83 euro. Il calcolo si basa sul valore di Borsa di Poste registrato il 4 settembre, in rialzo del 25% dal giorno preso come riferimento per l’operazione, quando le azioni chiudevano a 26,90 euro. Trattandosi in parte di un pagamento in azioni, quella cifra non è un tetto fisso: segue l’andamento del titolo Poste in Borsa, verso l’alto o verso il basso.

Il gruppo guidato da Poste ribadisce che si tratta dell’ultimo rialzo possibile: non arriveranno altri aumenti del prezzo offerto agli azionisti Tim. È un modo per chiudere la trattativa e spingere chi è ancora indeciso a decidere entro i tempi dell’offerta, senza lasciare margine a chi aspettava un rilancio ulteriore prima di aderire.

Poste collega l’operazione a un vantaggio per i propri soci: dal 2027 l’utile per azione dovrebbe beneficiare dell’integrazione con Tim, e nel 2028 la crescita è attesa a due cifre. Sono stime diffuse dalla stessa Poste, non verificate da una fonte indipendente, e dipendono dalla reale capacità delle due reti di realizzare le sinergie promesse. Nessun documento terzo, per ora, conferma quei numeri.

Il debito del nuovo gruppo, calcolato includendo la quota extra in contanti, dovrebbe arrivare a 1,5 volte l’ebitda entro la fine del 2026: in pratica, un livello che gli analisti considerano gestibile per un gruppo delle dimensioni di Poste. La società conferma il dividendo 2026 già previsto in autonomia e punta a farlo crescere ogni anno dal 2027 in avanti. Chi possiede azioni Tim e le porta in adesione incasserà anche l’anticipo sul dividendo Poste 2026, con pagamento fissato al 25 novembre.

Chi ha azioni Tim ora conosce il prezzo fisso in contanti dell’operazione e sa che non arriveranno altri rilanci. La parte in cambio di azioni Poste, però, si muove con la Borsa: prima di aderire conviene guardare quanto vale il titolo Poste nei giorni immediatamente precedenti alla scadenza dell’offerta, perché è quel prezzo a determinare il valore reale incassato, non quello fissato oggi sulla carta.

Dati e dichiarazioni riportati da Adnkronos nella notizia pubblicata il 7 settembre 2026.