Piazza Affari ha chiuso la seduta di lunedì con un rialzo dell’1,3%, tra le migliori performance delle ultime settimane per il listino milanese. Il motore principale è stato il petrolio, sceso a New York sotto i 79 dollari al barile, con il gas naturale in calo di circa il 2% nella stessa giornata.

Tra le principali piazze del continente, Francoforte ha guidato il rialzo con un progresso dell’1,5%. Parigi ha chiuso a +1,2%, mentre Madrid e Amsterdam sono rimaste più indietro, rispettivamente a +0,9% e +0,2%. Londra è stata l’unica eccezione tra le grandi borse europee: l’indice britannico ha ceduto lo 0,1%, restando fuori dal clima positivo del resto del continente.

Un petrolio più economico significa bollette energetiche più leggere per le aziende e maggiore capacità di spesa per i consumatori. L’altro lato della medaglia riguarda chi estrae e vende greggio: le compagnie petrolifere perdono terreno quando il prezzo scende. A Milano il titolo peggiore della seduta è Eni, il colosso energetico italiano, in calo dell’1,1%, penalizzato proprio dal ribasso delle quotazioni che ha favorito il resto del listino.

Sul fronte obbligazionario, lo spread tra BTP e Bund decennali (l’indicatore che misura il rischio percepito sul debito italiano rispetto a quello tedesco) è sceso a quota 78,3 punti base nella seduta di lunedì. Il rendimento del BTP è scivolato sotto quota 4%. Per lo Stato italiano, questo si traduce in un costo di finanziamento più basso rispetto ai periodi di maggiore nervosismo sui mercati obbligazionari degli ultimi anni. Il cambio euro/dollaro è rimasto stabile intorno a 1,151.

A Milano il titolo migliore della giornata è stato Brunello Cucinelli, il gruppo umbro di moda e abbigliamento di lusso, salito del 5%. Segue Diasorin, la società specializzata in diagnostica medica, con un progresso del 4,5%. Bene anche il comparto bancario: Unicredit ha guadagnato il 2,6%, seguita da Intesa Sanpaolo con il 2,4% e da Banco BPM con il 2,1%. Più cauto il titolo di Mps, che ha chiuso la seduta praticamente invariato, senza grandi scostamenti rispetto al giorno precedente.

Non tutti i big del listino hanno partecipato al rialzo. Leonardo, il gruppo della difesa e dell’aerospazio, ha ceduto lo 0,7%. Stmicroelectronics, il produttore italo-francese di semiconduttori, ha perso lo 0,8%. Le prese di profitto hanno colpito soprattutto i titoli legati alle materie prime e ai cicli industriali globali, mentre banche e beni di lusso hanno beneficiato del clima più disteso sui tassi.

Per chi ha in portafoglio titoli di Stato italiani o fondi obbligazionari, lo spread sotto gli 80 punti base è il livello da monitorare nelle prossime settimane: se tiene, il costo del debito pubblico resta sotto controllo. Per chi è esposto sul comparto energetico, conta di più la direzione del petrolio nei prossimi giorni che il risultato di una singola seduta.

Dati e prezzi di chiusura riportati dalla redazione di Soldionline nell’articolo pubblicato il 3 agosto 2026.