Piazza Affari ha chiuso la seduta di giovedì in rialzo dell’1,29%, allineandosi al resto dei listini europei. Gli investitori hanno guardato soprattutto alla stagione delle trimestrali e alla tenuta della spesa legata all’intelligenza artificiale, il tema che sta muovendo i mercati tecnologici da mesi. Stm ha guidato i rialzi con un balzo del 6,3%: il produttore di semiconduttori ha beneficiato del rinnovato appetito per i titoli legati ai chip, componente chiave per la capacità di calcolo richiesta dall’AI.
Il rally dei titoli legati ai chip dipende però dalla tenuta degli ordini delle grandi società tecnologiche nei prossimi trimestri: un rallentamento anche modesto si tradurrebbe subito in una correzione dei prezzi.
Bene anche Prysmian, il gruppo dei cavi destinati alle telecomunicazioni e all’energia, salito del 4,5% dopo aver diffuso conti del primo semestre migliori delle attese. Risultati più solidi spingono spesso il titolo perché segnalano maggiore capacità di distribuire utili.
Sul fronte obbligazionario la giornata è stata altrettanto positiva. Il differenziale tra Btp decennale e Bund tedesco (il titolo di riferimento più sicuro dell’area euro) si è ridotto fino a quota 80 punti base, mentre il rendimento del decennale italiano è arrivato al 3,96%. Il meccanismo è lineare: più cresce la domanda di bond, più sale il loro prezzo, e di conseguenza il rendimento scende. Il calo segnala un interesse crescente verso i titoli con cui lo Stato italiano si finanzia.
Le banche restano protagoniste del risiko creditizio italiano. Unicredit ha guadagnato il 2,4%, un rialzo condiviso anche da Banco Bpm, che nel proprio caso riflette i progressi del progetto di aggregazione con Mps, salita dello 0,6%. Intesa Sanpaolo è avanzata dello 0,9% dopo aver chiuso un semestre da 5,55 miliardi di euro di utile netto, il migliore nella storia recente del gruppo. La banca resta protagonista dell’opas, l’operazione con cui offre ai soci di Mps sia un pagamento in contanti sia azioni proprie in cambio delle loro quote.
Bper Banca è salita del 2,2%. Il socio di controllo Unipol, il gruppo assicurativo bolognese, ha guadagnato l’1,7% dopo aver dato il via libera all’aumento di capitale legato alla cessione delle filiali Mps a favore di Intesa. Generali e Mediobanca hanno chiuso entrambe a +0,6%.
Acquisti diffusi anche su risparmio gestito ed energia: Azimut ha guadagnato il 3,9%, Saipem, il gruppo dei servizi per l’estrazione di petrolio e gas, un +3,7%, e Fincantieri, tra i big mondiali della cantieristica navale, un +2,8%. Tra le grandi capitalizzazioni, Enel è rimasta quasi ferma a +0,1% e Leonardo ha chiuso invariato, mentre Tim ha perso lo 0,4%.
La nota stonata della giornata porta il nome di Stellantis, crollata del 4,3% nonostante bilanci in miglioramento. Il mercato ha preferito incassare i guadagni accumulati nelle sedute precedenti piuttosto che premiare i conti. Hanno chiuso in rosso anche altri titoli difensivi: Amplifon ha perso il 3,1%, Diasorin il 2,7%, Italgas il 2,1% e Hera il 2%.
Chi segue il titolo Stellantis nei prossimi giorni dovrebbe capire se il calo resta un episodio isolato di realizzo. La prossima trimestrale dirà se i dubbi sui margini del gruppo hanno basi più strutturali.
Dati e prezzi riportati dalla redazione di Soldionline nell’articolo pubblicato il 30 luglio 2026.