La Regione Lombardia ha aperto il primo bando del Piano Casa nazionale, con una dotazione da 96 milioni di euro per il recupero di alloggi da destinare all’affitto, come riporta Il Sole 24 Ore. È la prima regione a tradurre in un bando operativo l’intesa di fine 2025 con il governo, che ha spostato risorse comunitarie verso l’edilizia sociale. Il target è preciso. Riguarda le famiglie con un ISEE tra i 14.000 e i 40.000 euro, la fascia che resta fuori sia dal mercato degli affitti privati sia dalle graduatorie per le case popolari.
Il bando si articola su tre canali di finanziamento. Il primo, riservato a imprese, cooperative e Comuni, mette a disposizione 48 milioni di euro. Il secondo, da 35 milioni, è assegnato ad Aler, l’ente regionale per l’edilizia residenziale pubblica. Il terzo, più piccolo (13 milioni), è dedicato agli enti del terzo settore e alle organizzazioni religiose che gestiscono accoglienza temporanea per studenti, lavoratori e persone in difficoltà. A finanziare il bando concorrono due fondi in parti uguali: il fondo nazionale per lo sviluppo e la coesione, noto come Fsc, e il fondo comunitario per lo sviluppo regionale, la sigla Fesr con cui è più noto.
Il sostegno a fondo perduto premia gli impegni più lunghi. Chi vincola l’alloggio all’affitto calmierato per almeno 20 anni riceve 700 euro a metro quadro, cifra che sale a 900 se il vincolo dura oltre 23 anni. Ogni progetto candidato deve valere tra 200.000 euro e 2 milioni, con un tetto di 15 milioni per la sola linea Aler. Per gli enti del terzo settore e le realtà religiose non è invece fissata alcuna soglia minima di importo.
Le domande si potranno presentare fino al 30 ottobre. Le graduatorie usciranno entro la fine di febbraio, mentre il recupero degli alloggi dovrà concludersi non oltre il 31 dicembre 2029, con la rendicontazione fissata al 30 giugno 2030. Il regolamento ammette il cambiamento della destinazione d’uso soltanto se restano rispettate le norme urbanistiche in vigore, esclude la demolizione totale con ricostruzione dell’edificio e non copre l’acquisto di aree o immobili. Chi partecipa può presentare più proposte, ma se le risorse non bastano per tutte verranno finanziati al massimo due progetti per ciascun soggetto.
La Lombardia è la prima regione a pubblicare un bando di questo tipo, dopo l’accordo di dicembre 2025 con cui le Regioni avevano accettato, non senza resistenze, di dirottare parte dei fondi europei sull’housing sociale. Dovrebbero seguirla a breve la Valle d’Aosta e l’Emilia-Romagna. L’assessore regionale alla casa, Paolo Franco, ha descritto l’housing sociale come una leva di coesione territoriale, non solo come una misura abitativa. Ha aggiunto che l’obiettivo è mettere in relazione Comuni, imprese, Aler e realtà del terzo settore attorno al tema della casa.
Per chi rientra nella fascia ISEE richiesta, la scadenza da segnare è il 30 ottobre. Prima di quella data conviene verificare presso il proprio Comune se un ente locale o una cooperativa sta già preparando un progetto nella propria zona. I primi contratti di affitto calmierato non partiranno comunque prima del collaudo dei lavori, atteso non oltre la fine del 2029.
Dati e dichiarazioni riportati da Il Sole 24 Ore nell’articolo di Giuseppe Chiellino del 30 luglio 2026.