Il prezzo di un box o di un posto auto è salito ancora, rispetto a un anno fa, in diverse grandi città italiane. Tra luglio e dicembre del 2025 i box sono rincarati in media del 2,2%, i posti auto dell’1,8%. Il dato arriva dal Gruppo Tecnocasa, il cui ufficio studi ha esaminato compravendite e affitti nelle città più popolose del paese.
Gli aumenti non sono uniformi. Firenze guida la classifica dei box con un rincaro del 4,8%. Dietro, sui box, si piazzano Palermo con il 3,5% e Roma con il 3,1%. Sui posti auto comanda invece Bari, al 5,2%: alle sue spalle Firenze con il 3,0% e Torino con il 2,9%. Bologna resta ferma sui posti auto, con una variazione dello 0%, mentre Verona è l’unica città del report a chiudere in calo su entrambi i fronti: -0,2% per i box e -0,5% per i posti auto.
Chi compra un box lo fa soprattutto per tenerlo, non per rivenderlo subito. Le compravendite pesano per il 77,7% delle operazioni censite, le locazioni per il restante 22,3%. Tra chi acquista, il 59% lo fa per uso personale, spesso nello stesso palazzo in cui vive o a poche centinaia di metri da casa: sicurezza per l’auto, spazio per bici e moto, comodità quotidiana. Il restante 41% guarda invece al box come investimento, con costi di gestione più contenuti rispetto a un appartamento dato in affitto.
Il profilo di chi compra racconta un mercato lontano dalla speculazione: l’età tipica va dai 45 ai 64 anni, e a comprare sono soprattutto famiglie, il 72,8% del totale. Il box, insomma, viene visto come pertinenza della casa più che come asset finanziario a sé.
C’è poi un fattore tecnico dietro parte della domanda. Le vetture di ultima generazione sono cresciute in lunghezza e larghezza rispetto ai modelli di dieci anni fa, e non tutti i box costruiti in passato le contengono comodamente. Chi cerca casa oggi controlla con più attenzione le misure interne, la larghezza dell’ingresso e lo spazio per aprire le portiere senza urtare i muri. A questo si aggiunge l’auto elettrica: avere già un punto per ricaricarla, o anche solo la possibilità concreta di installarne uno, sta diventando un argomento di vendita in più, soprattutto nei quartieri dove i punti pubblici di ricarica scarseggiano.
Chi sta valutando l’acquisto di un box nei prossimi mesi farebbe bene a verificare due cose prima di firmare: le dimensioni reali rispetto all’auto che possiede oggi, non a quella di dieci anni fa, e se il regolamento condominiale permette di installare in futuro un punto di ricarica. Sono le due voci che, secondo i dati Tecnocasa, stanno già spostando la domanda.
Dati Tecnocasa ripresi da QuiFinanza giovedì 17 settembre 2026.