Le case in Italia continuano a costare di più, ma il ritmo della salita si sta raffreddando. Secondo una stima preliminare dell’Istat relativa al secondo trimestre del 2026 (aprile-giugno), il valore medio delle abitazioni è salito del 4% rispetto allo stesso periodo del 2025, dopo un incremento tendenziale del 5,1% registrato nei primi tre mesi dell’anno. Rispetto al trimestre precedente, cioè gennaio-marzo 2026, l’aumento è stato dell’1,7%.
La crescita ha riguardato entrambe le componenti del mercato, ma con intensità diverse. Le case di nuova costruzione sono aumentate di prezzo del 5% nel secondo trimestre rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre per gli immobili già esistenti l’aumento sull’anno è stato del 3,7%. Nei primi tre mesi dell’anno il distacco era stato maggiore, con il nuovo salito del 6,7% sull’anno e l’usato del 4,6%. Nel confronto con il trimestre di gennaio-marzo, il nuovo è salito del 2,7% e l’usato dell’1,5%.
Il rialzo tocca tutte le macroaree del paese, ma non con la stessa forza. Nel confronto con il secondo trimestre del 2025, il Centro guida la classifica con un +5,1%, seguito dal Nord-Est al 4,2%, dal Nord-Ovest al 3,9% e dal Sud e dalle Isole al 2,6%. Il rallentamento più marcato riguarda il Nord-Est, sceso dal 6,3% del trimestre di gennaio-marzo al 4,2% attuale. Il Nord-Ovest è passato dal 5% al 3,9% e il Sud e le Isole dal 3,7% al 2,6%. Il Centro resta l’area più stabile, con un calo minimo dal 5,2% al 5,1%.
Le tre grandi città monitorate dall’Istat raccontano tre storie opposte. A Torino il mercato ha accelerato: nel secondo trimestre i valori sono saliti dell’8,5% sull’anno, dopo il 3,8% segnato tre mesi prima, con il nuovo che vola al 23,3% e l’usato che sale del 7%. Milano si muove nella direzione contraria: la crescita annua è scesa dal 7,1% al 2,4% in appena tre mesi, con le nuove costruzioni che passano da un rialzo del 20,1% a un modesto 1,1%, e su base congiunturale registra un lieve calo dello 0,1% rispetto al trimestre precedente. Roma resta la più stabile delle tre: +6,4% sull’anno, in leggero miglioramento rispetto al 5,5% dei primi tre mesi, con il nuovo all’8,3% e l’usato al 6%.
Sommando i primi due trimestri, la crescita già maturata per l’intero 2026 si ferma al 3,8%: è il rialzo che risulterebbe a fine anno se, da qui a dicembre, i prezzi restassero fermi ai livelli di giugno. Per il nuovo il dato acquisito è identico, al 3,8%, mentre per l’usato scende al 3,6%. L’istituto di statistica, in un’elaborazione ripresa da QuiFinanza, segnala inoltre che il rialzo dei prezzi avviene con i volumi di compravendita sostanzialmente fermi, dopo due anni in cui il mercato residenziale aveva continuato a espandersi.
Per chi sta valutando l’acquisto di una casa, il messaggio dei dati è chiaro: il margine di trattativa dipende dalla città, non dal dato nazionale. A Milano, dove i prezzi hanno quasi smesso di correre, oggi c’è più spazio per negoziare rispetto a un anno fa. A Torino, dove il nuovo costa quasi un quarto in più rispetto al 2025, aspettare potrebbe costare caro a chi ha già il budget pronto.
Dati Istat ripresi da QuiFinanza in un articolo di Giorgio Pirani pubblicato giovedì 17 settembre 2026.