Il Comune di Milano ha chiuso, dopo due proroghe, il maxi bando del Piano straordinario casa, e le offerte arrivate sono appena due. Lo riporta Il Sole 24 Ore, che cita Palazzo Marino: una proposta riguarda San Romanello, l’altra via Sant’Elia, dentro l’area dell’ex Palasharp. Per Bovisasca non c’è stata alcuna candidatura.
Il bando copriva tre grandi aree. Su quei terreni dovevano sorgere le prime 2.500 abitazioni, con affitti a canone accessibile. Con due offerte su tre aree, quel numero resta per ora una previsione, e il quotidiano stesso invita alla cautela.
Giovedì 29 ottobre il Comune apre le buste e verifica se ciascuna proposta rispetta i requisiti del bando. Non è un passaggio formale. Quella verifica può escludere un’offerta, e a quel punto l’area resterebbe senza un operatore. I nomi dei partecipanti saranno resi noti nello stesso giorno.
Le assenze pesano quanto le candidature. Hanno rinunciato le maggiori organizzazioni cooperative, rosse e bianche, e con loro le imprese associate ad Assimpredil Ance. Il Sole 24 Ore giudica difficile anche l’interesse di operatori milanesi di peso, Coima compresa, perché i progetti puntano soprattutto sull’edilizia sociale. Le prime indiscrezioni parlano comunque di soggetti del cosiddetto privato sociale. Finché i nomi non sono ufficiali, resta un’indiscrezione.
Il piano, nato circa due anni fa, punta a 10mila case in dieci anni e a un investimento complessivo di circa 10 miliardi di euro. Le case sono pensate per chi guadagna tra 1.200 e 2mila euro al mese. Il percorso è stato corretto più volte. Un primo bando è di fatto andato a vuoto, con l’eccezione di alcuni interventi in via Demostene, e il Comune guarda ora anche alla riqualificazione del patrimonio pubblico che già esiste. È stata annunciata inoltre una società partecipata dedicata alla casa, ma i suoi compiti e il suo patrimonio andranno definiti probabilmente con la prossima giunta.
Più affollata la partita dei concorsi internazionali per i masterplan di due aree. Sono arrivati 89 progetti italiani ed europei: 52 per Porto di Mare, che copre 150mila metri quadri, e 37 il lotto tra via Salomone e via Zama, oltre 16mila metri quadri. Le cifre in palio sono modeste: 51mila euro sul primo sito, meno di 12mila sul secondo. L’assessore Emmanuel Conte, responsabile del Piano straordinario casa oltre che di Bilancio e Demanio, legge il dato come un segnale positivo: la città, dice, attira competenze progettuali.
Sulle aree a bando Conte collega l’esito alle condizioni poste dal Comune, cioè canoni accessibili e un privato che lavori dentro obiettivi pubblici fissati in anticipo. Ora la valutazione, aggiunge, dirà quali proposte reggono quell’equilibrio.
Per chi cerca casa a Milano con uno stipendio medio, la data da segnare è quella dell’apertura delle buste: dirà quante delle 2.500 abitazioni previste hanno davvero un costruttore.
Secondo Il Sole 24 Ore, in un articolo di Sara Monaci pubblicato mercoledì 28 ottobre 2026.