Pfizer ha incassato 16,58 miliardi di dollari nel terzo trimestre 2026, una flessione minima rispetto ai 16,65 miliardi dello stesso periodo del 2025. Il gruppo farmaceutico statunitense ha però rivisto al rialzo le previsioni per l’intero anno. Il quadro è quindi doppio: conti trimestrali leggermente sotto, prospettive in miglioramento.
Sul fronte dei profitti il calo è più marcato. L’utile netto è sceso dell’8% e si è fermato a quota 3,24 miliardi, sempre in dollari. Anche l’utile per azione diluito ha perso terreno: meno 9%, a 0,56 dollari. Nella versione adjusted, quella su cui Pfizer costruisce le sue stime annuali, l’utile per azione diluito è invece rimasto a 0,87 dollari.
Il passaggio più interessante riguarda la composizione dei ricavi. Secondo Pfizer, misurati su base operativa, gli incassi sono sostanzialmente fermi sul terzo trimestre dell’anno scorso. Se si tolgono Comirnaty e Paxlovid, la crescita operativa è del 7%. Il confronto implica che i due prodotti stiano frenando il totale, mentre il resto del portafoglio spinge abbastanza da compensarli.
Un dettaglio però manca. Il comunicato, nella versione riportata da Wall Street Italia, non indica quanto pesino Comirnaty e Paxlovid sul fatturato né di quanto siano scesi. Il 7% viene inoltre calcolato dalla società stessa su un perimetro scelto dalla società, e questo lo rende un dato da leggere con cautela finché non arriva un riscontro indipendente.
Le nuove stime sono più chiare. Per il 2026 Pfizer ora si aspetta ricavi tra 62,0 e 64,0 miliardi di dollari, mentre prima l’intervallo andava da 60,5 a 62,5 miliardi. Sia il minimo sia il massimo si alzano di pari misura. Anche l’utile per azione diluito rettificato è stato ritoccato: la forchetta passa da 2,80-3,00 dollari a 2,95-3,05 dollari, e anche qui si sale su entrambi gli estremi.
A spingere la revisione, spiega Pfizer, sono tre elementi: l’andamento solido dall’inizio dell’anno, la fiducia nell’attività e i progressi delle iniziative per contenere i costi. Quest’ultima voce merita attenzione. Una parte del miglioramento atteso sull’utile per azione dipende dunque da tagli di spesa, non solo da maggiori vendite.
C’è poi un punto di prospettiva. Alzare la guida dopo un trimestre in lieve calo è una scelta che la società può permettersi solo se prevede un ultimo trimestre robusto, oppure se i primi nove mesi hanno già messo in cassaforte buona parte del risultato. Pfizer non ha dettagliato quale delle due ipotesi valga.
Per chi segue il titolo o ha fondi che lo contengono, il prossimo rendiconto trimestrale dirà se la crescita del 7% fuori da Comirnaty e Paxlovid regge. Servirà a capire se la nuova forchetta di ricavi era prudente o ambiziosa.
Secondo Wall Street Italia, i risultati del terzo trimestre di Pfizer sono stati resi noti martedì 3 novembre 2026.