Giuseppe Pasini, che guida sia Confindustria Lombardia sia Feralpi Group, indica nel costo dell’energia il problema principale dell’industria lombarda. Lo ha detto in un’intervista all’Adnkronos, citando un prezzo dell’elettricità intorno ai 220 euro al megawattora e un gas metano sopra gli 80. Con questi livelli, sostiene, molti imprenditori guardano a Paesi fuori dall’Europa.

Il quadro, secondo Pasini, resta comunque solido sul fronte della produzione. Nei primi sei mesi dell’anno la Lombardia ha continuato a trainare il Pil nazionale, di cui rappresenta circa un quarto. Ma una regione così orientata all’export dipende dai mercati esteri, in particolare dagli Stati Uniti, dove la domanda mostra ancora un certo dinamismo.

Preoccupa di più il costo delle materie prime. Pasini parla di un aumento dell’11,5% rispetto all’anno precedente, un dato che arriva dalle sue dichiarazioni e che l’intervista non accompagna con una fonte statistica indipendente. Per una manifattura che compra input e vende all’estero, l’effetto si somma a quello dell’energia.

Sul prezzo del gas, il presidente di Confindustria Lombardia rimanda a Bruxelles. Il metano arriva soprattutto da fuori confine, però il prezzo si forma sul mercato olandese Ttf, dove pesa molto la finanza. Per questo, dice, il problema non lo può risolvere Roma: serve l’Europa. Aggiunge che l’energia prodotta in Italia segue il prezzo massimo del gas, comprese le rinnovabili.

Pasini approva il price cap deciso dal governo per le famiglie in difficoltà, ma boccia gli sconti per le imprese. Chiede un intervento strutturale, non temporaneo. Una via che cita è l’Energy Release: gli energivori ottengono un anticipo di energia rinnovabile valido tre anni, in cambio dell’impegno a realizzare impianti verdi aggiuntivi e a restituire l’energia più avanti. Ricorda anche l’intesa lombarda sull’Idro release, firmata con istituzioni, produttori e grandi consumatori.

Sugli extraprofitti la sua posizione è netta: in economia esistono i profitti, non gli extraprofitti. Riconosce però che le multiutility oggi guadagnano parecchio e che produttori e consumatori possono trovare un accordo.

C’è poi il capitolo credito. Confindustria Lombardia rappresenta anche le Pmi e, dice Pasini, vede le grandi banche in difficoltà nell’accompagnare le imprese. Non è contrario alle aggregazioni bancarie, perché servono a seguire le aziende all’estero. Ma osserva che gli istituti, con utili record, devono sostenere l’economia reale: dovrebbero comparire meno sulla stampa e dare più aiuto a chi produce.

L’agenda delle soluzioni passa dal World Manufacturing Forum, in programma a Milano il 22 e il 23 ottobre. Chi lavora in una piccola impresa energivora farebbe bene a seguire quell’appuntamento, perché lì si capirà se la richiesta di una risposta europea sul gas ha qualche sponda concreta.

Dichiarazioni di Giuseppe Pasini raccolte in un’intervista di Andrea Persili per l’Adnkronos, pubblicata senza data indicata.