La materia prima gas costa ai clienti in tutela, a settembre 2026, 0,843182 euro per metro cubo standard (Smc): il 22,8% in più rispetto ad agosto. A fissarlo è ARERA, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, e il dato è stato riportato lunedì 5 ottobre da QuiFinanza.

Conviene chiarire a chi si applica. La tariffa regolata non vale per tutti: riguarda soltanto i clienti vulnerabili che non sono passati al mercato libero e restano nella tutela. Chi ha un contratto sul mercato libero ha un prezzo deciso dal proprio fornitore e non subisce questo aumento in automatico.

Per chi invece resta nella tutela, il rincaro arriva direttamente in bolletta. ARERA aggiorna il valore ogni mese, quindi la cifra di settembre resta un singolo punto di una serie che può salire ancora o rientrare. QuiFinanza non indica da quali fattori nasca lo scatto del 22,8%.

In euro, QuiFinanza ha simulato la sola materia prima per tre tipi di famiglia, con questo prezzo. Due persone che consumano 800 Smc all’anno spendono 674,55 euro. Con tre persone e 1.200 Smc si sale a 1.011,82 euro, mentre con quattro persone e 1.400 Smc la cifra è 1.180,45 euro. Sono stime indicative.

Quei totali non sono la bolletta completa. Alla materia prima si aggiungono il trasporto, gli oneri di sistema e le imposte, cioè IVA, accise e addizionali regionali. Queste voci variano con i metri cubi consumati e con la zona di residenza. Nel servizio tutelato l’Autorità regola ogni voce. Sul mercato libero restano regolate solo le ultime tre, mentre la materia gas la decide il venditore.

Il mercato libero offre due strade. Con il prezzo fisso, la tariffa resta ferma un anno o due e la spesa è prevedibile. Con l’offerta indicizzata, il costo segue il PSV, il Punto di Scambio Virtuale, che è il principale riferimento all’ingrosso in Italia. Chi sceglie quest’ultima si espone agli stessi sbalzi che oggi colpiscono la tutela.

Sul confronto tra le due strade il pezzo di QuiFinanza resta generico: non fornisce un prezzo medio del libero per settembre. Senza quel numero, nessuno può dire se passare convenga davvero. Va ricavato leggendo le singole offerte, comprese le promozioni e i servizi aggiuntivi come l’assistenza tecnica.

C’è poi un limite da tenere presente sul dato. Il confronto del 22,8% riguarda un solo mese e una sola voce della bolletta, quindi non dice quanto cresca la spesa annua totale di una famiglia. Per quella cifra servono i consumi reali e tutte le componenti.

Chi è in tutela dovrebbe controllare la prossima bolletta e tenere d’occhio l’aggiornamento di ARERA di ottobre. Se il rincaro si ripete, confrontare un’offerta a prezzo fisso diventa la prima verifica da fare.

Dati ARERA sul prezzo tutelato di settembre 2026, riportati da QuiFinanza il 5 ottobre 2026.