Lunedì 5 ottobre termina lo sconto di 6,1 centesimi di euro al litro sulle accise del gasolio. Da quel giorno il prelievo sul diesel torna a seguire il meccanismo delle accise mobili. Lo ha ricordato il Codacons, riportato da Soldionline, che parla di un possibile rialzo dei listini.
Il condizionale conta. Il Codacons non dice che il prezzo alla pompa salirà di 6,1 centesimi: dice che la fine del taglio “potrebbe portare a rialzi”. Quanto di quel taglio arriverà davvero ai distributori dipende da cosa faranno le compagnie petrolifere e dal prezzo del greggio, e nessuno dei due dati è stato comunicato.
Le accise sono tributi indiretti che gravano su certi beni, carburanti compresi. Quando lo sconto finisce, lo Stato incassa di nuovo la quota che aveva rinunciato a prelevare. Le accise mobili sono un meccanismo che interviene proprio su quel prelievo, e per questo può riflettersi sul prezzo che leggi sul cartello del distributore.
Il momento, almeno sulla carta, è favorevole. Negli ultimi sette giorni i ribassi dei marchi petroliferi e i loro price cap (tetti ai prezzi) hanno fatto scendere i listini in ogni parte d’Italia. Il Codacons, che monitora ogni giorno i prezzi in Italia, ha misurato sulla rete ordinaria (fuori dalle autostrade) un calo di 11 centesimi per la benzina in sette giorni. Per chi fa il pieno significa 5,5 euro in meno.
Il diesel ha ceduto di più: 13,3 centesimi, cioè 6,65 euro risparmiati per ogni pieno. Sulle autostrade i ribassi sono stati più marcati. La benzina ha perso 19 centesimi e il diesel 19,1, un risparmio di circa 9,5 euro su un pieno.
Il quadro generale, però, resta pesante. Rispetto al periodo che precedeva il conflitto in Iran, il Codacons calcola che un litro di gasolio costi ancora 52,1 centesimi in più, un aumento del 30,2%. Su un pieno la differenza supera i 26 euro. Il ribasso della settimana ha dunque ridotto il divario, senza chiuderlo.
Va detto anche chi parla. I numeri vengono dallo studio dell’associazione dei consumatori, che non ha indicato la metodologia usata per i pieni di riferimento. Il Codacons ha poi un interesse dichiarato: vuole che le compagnie petrolifere mantengano ribassi e tetti ai prezzi fino alla fine dell’anno. A suo giudizio il greggio quota ancora su valori altissimi e la guerra in Medio Oriente durerà.
La richiesta è rivolta ai privati, non al governo. Le compagnie non hanno risposto, e il testo non riporta nessuna loro intenzione di estendere gli sconti. Se i tetti ai prezzi cadessero insieme al taglio fiscale, i due effetti si sommerebbero nello stesso momento.
Chi guida un diesel ha poco da decidere e molto da guardare. Nei primi giorni dopo la scadenza conviene confrontare il prezzo alla pompa con quello di fine settimana scorsa: se il rialzo supera i 6,1 centesimi, a spingerlo non è solo l’accisa.
Secondo Soldionline, che cita il Codacons, nell’articolo del 4 ottobre 2026 basato su un lancio ANSA.