Gli aderenti alla prima fase dell’Opas lanciata da Poste Italiane sul titolo TIM hanno trovato l’accredito del 18 settembre più basso del previsto. La causa è il calcolo fiscale, non una commissione e non un errore della banca: l’imposta ha colpito una plusvalenza maggiore di quella davvero realizzata, per circa 47 centesimi in più su ogni azione TIM consegnata. Lo ricostruisce Money.it, in un articolo pubblicato mercoledì 14 ottobre.
Il nodo sta nelle offerte miste, che riconoscono azioni e contanti insieme. Chi aderisce vende i propri titoli, e il guadagno tassato con l’imposta sostitutiva del 26% è lo scarto tra quanto realizza e quanto aveva speso per comprarli. Se una quota del corrispettivo è pagata con titoli, va deciso quanto valgano. Per questo caso si guarda all’interpello n. 537 dell’Agenzia delle Entrate, datato 9 novembre 2020.
Quell’interpello indica una formula: contanti, più il maggiore tra il valore delle azioni ricevute e quello delle azioni consegnate. Qui nasce il problema. Durante un’offerta la Borsa porta il titolo bersaglio vicino al valore dell’intero pacchetto, contanti inclusi. Se la formula sceglie proprio quella quotazione e poi somma di nuovo il denaro, la parte in contanti viene contata due volte. Il commercialista Francesco Sbraletta, della Bocconi, intervistato da Milano Finanza, dice che gli intermediari hanno seguito l’Agenzia alla lettera, ma giudica la formula discutibile sul piano tecnico.
Per ogni azione TIM l’offerta dava 0,218 azioni Poste e 1,97 euro di contanti. Stando alle interrogazioni parlamentari, il titolo Poste quotava in media circa 26,79 euro, quindi la quota ricevuta valeva circa 5,84 euro. TIM stava a circa 7,66 euro, la cifra più alta delle due. Sommando i contanti si arriva a 9,63 euro di realizzo fiscale, mentre il valore incassato in concreto è 7,81 euro. Restano circa 1,82 euro di guadagno tassato ma mai arrivato sul conto.
Un esempio aiuta. Un risparmiatore consegna 2.000 azioni TIM comprate a 6,20 euro l’una e riceve in cambio 436 titoli Poste, più 3.940 euro. Sul valore economico la plusvalenza sarebbe di 3.220 euro e l’imposta di 837,20 euro. Applicando invece la formula la plusvalenza sale a 6.860 euro e l’imposta a 1.783,60 euro. Il conto in più, 946,40 euro, è stato pagato subito.
Poi c’è la coda. Quel valore gonfiato diventa anche il prezzo di carico dei titoli Poste, circa 35,15 euro l’uno, mentre per Milano Finanza la quotazione non è mai arrivata a 30 euro. Chi li rivende ai livelli correnti avrà una minusvalenza fiscale. Nell’esempio, vendendo a 28 euro, sarebbe di circa 3.117 euro.
Recuperare l’imposta non è automatico. Le minusvalenze si sottraggono soltanto a plusvalenze di pari natura, realizzate non oltre il quarto anno dopo, e i guadagni sugli ETF restano fuori. Esiste anche l’istanza di rimborso all’Agenzia, da presentare entro 48 mesi dal pagamento, ma l’esito è incerto: la banca ha applicato una lettura ufficiale dell’Agenzia stessa. Il Ministero dell’Economia ha ricevuto due interrogazioni, firmate dal leghista Giulio Centemero e da Maurizio Casasco di Forza Italia. Risposte non ne sono arrivate.
Per verificare, apri la nota fiscale dell’adesione e guarda il prezzo di scarico dei titoli TIM: se compare circa 9,63 euro, vuol dire che è stata usata la formula del 2020. Controlla poi il carico delle nuove azioni Poste, circa 35,15 euro, e l’imposta trattenuta. Se i numeri differiscono, chiedi un chiarimento scritto all’intermediario.
Il meccanismo non è un’esclusiva di TIM. Money.it ha costruito una simulazione con cifre di fantasia sull’offerta di Intesa Sanpaolo per Mps, rilanciata il 3 ottobre, che prevede 1,6 azioni e 1,25 euro di contanti. L’imposta aggiuntiva sarebbe di circa 286 euro su un lotto di 1.000 titoli pagati 7 euro ciascuno. Non è una previsione, ma indica che il difetto sta nella struttura delle offerte miste.
Prima di aderire a una di queste offerte, domanda all’intermediario quale criterio userà per il realizzo e quale carico assegnerà ai nuovi titoli. Se hai un guadagno consistente, valuta di cedere le azioni in Borsa prima che l’offerta si chiuda.
Ricostruzione di Money.it, articolo di Flavia Provenzani pubblicato il 14 ottobre 2026, con dati citati da Milano Finanza.