Nvidia sta trattando l’acquisizione di Hugging Face, in un’operazione che potrebbe dare alla piattaforma un valore vicino ai 13 miliardi di dollari. La notizia arriva da The Information, che colloca l’inizio dei colloqui tra le due aziende nelle settimane scorse. Se l’operazione si concludesse, entrerebbe tra le acquisizioni più grandi mai fatte dal produttore di chip di Santa Clara.

L’indiscrezione esce a poche ore dai conti trimestrali di Nvidia, chiusi sopra le attese degli analisti. Il tempismo rafforza la lettura di un’azienda che usa la forza dei propri numeri per muoversi anche sul fronte delle acquisizioni, non solo su quello dei chip. Confermerebbe inoltre la linea del ceo Jensen Huang, che negli ultimi anni ha spinto Nvidia oltre i semiconduttori, dentro l’intero ecosistema dell’intelligenza artificiale.

Per Nvidia non sarebbe il primo legame di capitale con Hugging Face. Nel 2023 il produttore di chip aveva messo 235 milioni di dollari in un round di raccolta condotto assieme a Google e Salesforce, che a quel punto valutava la startup circa 4,5 miliardi. L’anno scorso, secondo il Financial Times, Hugging Face aveva respinto un’offerta aggiuntiva di investimento firmata Nvidia: 500 milioni di dollari a fronte di una valutazione vicina ai 7 miliardi. Nel giro di pochi mesi la cifra sul tavolo è quasi raddoppiata.

Hugging Face è nata nel 2016 ed è oggi uno dei punti di riferimento globali per chi cerca, scarica e condivide modelli di intelligenza artificiale ad accesso libero. Portarla dentro Nvidia significherebbe presidiare direttamente lo spazio dove la comunità open source lavora per accorciare le distanze rispetto ai sistemi proprietari di laboratori come OpenAI e Anthropic.

La mossa ha anche una logica difensiva. Il fronte riguarda i grandi nomi del settore: Amazon, Google, OpenAI e Anthropic stanno lavorando ciascuno a chip proprietari, un modo per pesare meno sulle forniture di Nvidia. Un ecosistema open source solido tiene in vita alternative concrete ai modelli chiusi, e questo a sua volta mantiene alta la domanda di infrastrutture firmate Nvidia. Più laboratori lavorano su modelli aperti, più server e schede servono per addestrarli e farli girare.

Resta da chiarire come cambierebbe la governance di Hugging Face sotto il controllo di un unico grande fornitore di hardware. La piattaforma ha costruito la propria credibilità sull’essere un terreno neutro, usato tanto da startup quanto da concorrenti diretti di Nvidia nel calcolo per l’IA. I dettagli della trattativa, incluse le condizioni di governance, non sono ancora stati resi pubblici da nessuna delle due parti.

Per chi segue titoli tech o portafogli legati all’intelligenza artificiale, l’operazione va letta insieme ai numeri trimestrali appena diffusi. Un’acquisizione di questa taglia, se confermata, sposterebbe parte dell’attenzione degli investitori dal solo business dei chip alla capacità di Nvidia di controllare anche il software che li fa rendere.

Dati e indiscrezioni riportati da Forbes.it il 27 agosto 2026, sulla base di quanto pubblicato da The Information e dal Financial Times.