Nvidia ha annunciato giovedì che rileverà Hugging Face, la piattaforma open source per l’intelligenza artificiale su cui sviluppatori e aziende costruiscono, condividono e usano modelli AI. L’operazione vale 12,9 miliardi di dollari. Per dimensioni, è la seconda operazione più importante mai chiusa da Nvidia.
La parte in contanti destinata agli azionisti di Hugging Face vale quasi 12 miliardi di dollari. A completare l’operazione c’è un piano di retention in azioni, fino a un miliardo di dollari, riservato ai dipendenti che entreranno nell’organico di Nvidia: un dettaglio riportato da Reuters.
Nvidia aveva già speso in acquisizioni di peso, ma sempre nel settore dei chip. Lo scorso dicembre aveva pagato 20 miliardi di dollari per gli asset del produttore Groq, mentre nel 2019 aveva comprato la società di semiconduttori Mellanox, con base in Israele, spendendo poco meno di 7 miliardi. Hugging Face non produce semiconduttori: è un’azienda di software, e questo cambia il senso dell’operazione.
Nvidia deve la sua crescita alla vendita dei chip che fanno funzionare l’intelligenza artificiale. Rilevando Hugging Face punta ora a controllare anche il luogo dove i modelli nascono, vengono condivisi e si affermano tra chi li usa ogni giorno.
Con i modelli open-weight le aziende fanno girare l’intelligenza artificiale sulla propria infrastruttura, restano proprietarie dei dati e non dipendono dalle API di fornitori esterni come OpenAI. Controllando Hugging Face, Nvidia ottiene una finestra sui modelli open-weight che emergono nel settore, inclusi quelli sviluppati in Cina.
Il tema cinese non è secondario. Z.ai e DeepSeek hanno dimostrato di poter competere con i modelli statunitensi migliori a costi più bassi, alimentando il timore che alcune aziende americane finiscano per dipendere da tecnologia sviluppata a Pechino.
Jensen Huang, amministratore delegato di Nvidia, ha precisato che la piattaforma resterà aperta all’intero ecosistema dell’intelligenza artificiale: chi la usa non sarà obbligato a costruire o distribuire i propri modelli su chip Nvidia. Se Nvidia vincolasse Hugging Face ai propri processori, rischierebbe di allontanare gli sviluppatori che oggi lavorano con chip AMD, TPU di Google o infrastrutture AWS.
C’è anche una seconda ragione, meno dichiarata. Sempre più clienti storici di Nvidia, tra cui Meta, OpenAI e Microsoft, sviluppano propri processori AI per affrancarsi da un hardware costoso e spesso difficile da trovare in tempi rapidi. Rendendo più solido l’ecosistema open source, si assicura un canale alternativo: capire in anticipo quali modelli e software domineranno il mercato, anche se la vendita di chip dovesse rallentare.
Il bacino su cui Nvidia può contare ora è ampio. Hugging Face dichiara oltre 50.000 organizzazioni tra gli utenti della piattaforma, con nomi come Amazon, Google, Meta, Microsoft e OpenAI già presenti nella sezione Enterprise, oltre alla stessa Nvidia.
Per chi lavora nel settore tecnologico o segue i titoli legati all’AI, l’operazione è un punto da tenere d’occhio. Se Nvidia riuscirà a restare centrale anche nel software, non solo nell’hardware, il prossimo ciclo di valutazioni di mercato dovrà guardare oltre le vendite di chip.
Notizia riportata da Money.it il 3 settembre 2026, con dati sui termini finanziari citati da Reuters.