Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha reso nota lunedì 21 settembre 2026 la prossima emissione di un Buono del Tesoro Poliennale Green della durata di dodici anni, con scadenza fissata al 30 ottobre del 2038. Il collocamento avverrà tramite sindacato bancario, la formula che il Tesoro riserva alle operazioni più strategiche del programma verde.

Il mandato per curare l’operazione è andato a sei istituti: Société Générale, J.P. Morgan SE, Intesa Sanpaolo, Deutsche Bank, BNP Paribas e Barclays Bank Ireland. Lo schema replica quello già usato per i precedenti collocamenti verdi del Tesoro italiano, pensato per raggiungere una platea ampia di investitori istituzionali europei e non solo.

Come riportato da Money.it, il Buono del Tesoro Poliennale Green è un titolo di Stato i cui proventi finanziano voci del bilancio pubblico, tra incentivi fiscali e spese dirette, con ricadute ambientali positive. I criteri che stabiliscono quali spese rientrano in questa categoria sono fissati da un documento che il Tesoro chiama Quadro di riferimento, dedicato proprio ai titoli governativi a marchio verde: un testo aggiornato a dicembre del 2025 per allinearlo ai Green Bond Principles dell’ICMA, l’associazione internazionale dei mercati dei capitali, e per estendere la coerenza con la Tassonomia UE.

Ad aggiornare quel testo hanno lavorato tre istituti nel ruolo di Sustainability Coordinators, la funzione tecnica che definisce i criteri ambientali del programma: NatWest, Barclays e Crédit Agricole CIB. Il MEF non ha specificato quale delle tre banche abbia coordinato il lavoro.

Nel comunicato, il ministero ribadisce l’intenzione di distribuire i proventi su tutte le sei categorie ambientali del Quadro, invece di concentrarli su una sola voce. Le due componenti più consistenti restano l’efficienza energetica degli edifici e il trasporto sostenibile: quest’ultima comprende soprattutto investimenti in infrastrutture ferroviarie, l’elettrificazione di linee esistenti e interventi di manutenzione pensati per mantenere alti gli standard di sicurezza della rete.

Le sei categorie ammesse dal programma sono queste: efficienza energetica degli edifici, trasporto sostenibile, energia rinnovabile, protezione di ambiente, acqua e biodiversità, ricerca ambientale, resilienza climatica e ambientale come voce a sé.

Per ora l’operazione riguarda solo investitori istituzionali. Il Tesoro non ha ancora reso pubblici taglio, rendimento e importo dell’emissione: sono dettagli che di norma arrivano nelle ore immediatamente precedenti al lancio. Chi segue i Titoli di Stato italiani dovrebbe guardare nei prossimi giorni alla domanda raccolta durante il collocamento, non al prezzo iniziale: una richiesta istituzionale forte è spesso il segnale che anticipa una finestra retail nei mesi successivi.

Dati e dichiarazioni riportati da Money.it, che ha ripreso l’annuncio del MEF di lunedì 21 settembre 2026.