Il Tesoro ha collocato martedì 22 settembre il nuovo BTP Green a 12 anni: il totale emesso tocca quota 8 miliardi. Il titolo, denominato in euro, paga una cedola annua del 4,40% in due rate semestrali e scade il 30 ottobre 2038.
Il prezzo di emissione è stato di 99,591, sotto la pari, un dettaglio che alza il rendimento effettivo per chi lo sottoscrive. Il rendimento lordo annuo all’emissione arriva così al 4,492%, poco più di nove punti base sopra la cedola nominale. Il regolamento dell’operazione, cioè il giorno in cui i fondi passano di mano, cade il 29 settembre, data che coincide con il godimento del titolo.
Il collocamento è avvenuto tramite sindacato, la formula che il Tesoro usa per le emissioni più grandi o complesse. Invece di un’asta aperta a tutti gli operatori, un gruppo ristretto di banche si impegna a piazzare il titolo presso gli investitori. Barclays Bank Ireland, Deutsche Bank, BNP Paribas, J.P. Morgan SE, Société Générale e Intesa Sanpaolo hanno guidato l’operazione come lead manager. Gli altri Specialisti italiani in titoli di Stato hanno affiancato l’operazione come co-lead manager.
Manca ancora un pezzo dell’informazione più interessante per chi guarda ai flussi di mercato: la composizione della domanda, cioè chi ha comprato il titolo e in quale proporzione tra investitori italiani ed esteri. Secondo quanto riportato da Money.it, il Tesoro ha annunciato che pubblicherà quel dettaglio in un comunicato separato nei prossimi giorni.
I proventi dell’emissione finanziano voci del bilancio dello Stato con effetti ambientali positivi, secondo le regole del documento che il Tesoro usa per queste emissioni: il quadro di riferimento sui titoli di Stato verdi, aggiornato lo scorso dicembre e allineato ai Green Bond Principles dell’ICMA e alla Tassonomia UE. NatWest, Barclays e Crédit Agricole CIB hanno seguito come coordinatori sulla sostenibilità l’aggiornamento del documento.
Le risorse raccolte con i BTP Green emessi quest’anno si dividono tra tutte e sei le categorie previste dal quadro: ricerca ambientale, tutela di ambiente e biodiversità, resilienza climatica, trasporto sostenibile, efficienza energetica ed energia rinnovabile. Le due voci più pesanti restano l’efficienza energetica negli edifici e i trasporti, con fondi destinati soprattutto a infrastrutture ferroviarie, elettrificazione di linee già esistenti e manutenzione della rete.
Per chi ha già in portafoglio titoli di Stato italiani con scadenze simili, il nuovo BTP Green offre un termine di paragone diretto: un rendimento lordo sopra il 4,4% su un orizzonte di dodici anni, superiore a quello di diversi BTP tradizionali con durata comparabile già in circolazione. Chi valuta di comprarlo dovrebbe però ricordare che questa fase di collocamento non passa dall’asta retail: l’accesso diretto arriva solo con la negoziazione sul mercato secondario, a un prezzo che può discostarsi da quello di emissione.
Dati e dichiarazioni riportati da Money.it, che ha ripreso l’annuncio del MEF di martedì 22 settembre 2026.