Nintendo ha chiuso il trimestre aprile-giugno con un utile netto di 147,4 miliardi di yen, quasi 810 milioni di euro, il 53,5% in più su base annua. Il dato ha battuto le previsioni degli analisti, anche se il fatturato del gruppo è arretrato del 9,5%, fermandosi a quota 517,8 miliardi di yen. Lo riporta Soldionline, sulla base dei dati diffusi dalla società.
La divergenza tra utile e ricavi racconta il vero cambiamento nel business di Nintendo. L’utile operativo, cioè quanto genera il cuore dell’attività prima di tasse e oneri finanziari, è salito del 150,5%, a 142,6 miliardi di yen: un balzo che non arriva dalle console ma dal software. Le unità di Switch 2 vendute nel trimestre sono state 3,82 milioni, il 34,4% in meno rispetto a un anno fa, quando la console aveva debuttato registrando, secondo l’azienda, il miglior lancio della sua storia. Un calo fisiologico dopo un primo anno record: succede a ogni ciclo hardware, e i produttori lo sanno.
Tre elementi spiegano il salto dell’utile, secondo quanto dichiarato dalla società: più vendite di software, un cambio yen più debole e somme recuperate sui dazi imposti dagli Stati Uniti. Il cambio pesa più degli altri due fattori messi insieme. Nintendo incassa gran parte dei ricavi fuori dal Giappone, soprattutto in dollari e in euro. Quando lo yen si indebolisce, quella stessa cifra convertita in valuta locale vale di più. I rimborsi sui dazi Usa hanno invece abbassato i costi già sostenuti nei trimestri precedenti, con un effetto diretto sul risultato di periodo.
Il segmento cresciuto di più, però, non riguarda i videogiochi. I ricavi dallo sfruttamento dei marchi Nintendo, tra film, licensing e merchandising, sono balzati del 107,4% a 34,8 miliardi di yen. A spingerli è stato il buon esordio nei cinema del film d’animazione dedicato a Super Mario, uscito ad aprile e diventato, secondo IMDbPro, il quarto film per incassi globali dell’anno. Per un gruppo che ha sempre dipeso soprattutto dal ciclo delle vendite di console, un franchise capace di generare profitti fuori dai videogiochi riduce l’esposizione ai cali fisiologici dell’hardware.
Per l’intero esercizio, la società non ha rivisto le stime: l’utile netto annuale dovrebbe scendere del 26,9%, fino a quota 310 miliardi di yen. Le vendite di Switch 2 sono attese a 16,5 milioni di unità, il 17% sotto l’obiettivo fissato per il periodo precedente. A fine giugno la società ha anche annunciato per Switch 2 il remake di Ocarina of Time, capitolo storico e molto amato della saga di Zelda. L’attenzione degli analisti, tra cui quelli di UBS, si concentrerà su questo titolo più che su qualsiasi altro lancio dei prossimi mesi.
Per chi segue il titolo Nintendo o ha un’esposizione ai listini giapponesi tramite un ETF, il trimestre conferma che il mercato guarderà sempre meno all’hardware e sempre più ai ricavi da software e licensing per giudicare la solidità del gruppo. Il prossimo dato da monitorare è il ritmo di vendita di Switch 2 nella stagione natalizia, il primo vero test dopo la frenata di questo trimestre.
Dati e dichiarazioni riportati da Soldionline in un articolo pubblicato il 6 agosto 2026.