Tra aprile e giugno le strutture ricettive italiane hanno accolto meno turisti, ma li hanno tenuti più a lungo. Gli arrivi si sono fermati poco sotto quota 47 milioni, lo 0,8% in meno rispetto allo stesso trimestre del 2025. I pernottamenti, invece, sono saliti a quasi 148 milioni, il 3,9% in più. Secondo Il Sole 24 Ore, che riprende le rilevazioni Istat sul movimento turistico diffuse ieri, il trimestre segna così una vacanza più lunga della media, non più affollata.
Il balzo dei pernottamenti è merito quasi esclusivo degli stranieri. La componente estera ha toccato il 61,6% del totale, con una crescita del 4,6%, mentre l’aumento della clientela italiana si è fermato al 2,7%. Il mese più forte è stato maggio: le festività di Pentecoste hanno spinto le presenze fino a +8,8% su base annua, con un +10,1% arrivato dall’estero e appena +6,4% dagli italiani. Giugno resta comunque il mese più affollato in assoluto, con il 44,1% dei pernottamenti del trimestre racchiuso in un solo mese. Nella nota diffusa insieme ai dati, l’ente di statistica indica che il turista estero pesa ormai in modo strutturale sui conti dell’ospitalità italiana, non più solo nei picchi di stagione.
La permanenza media si è allungata leggermente, a 3,15 notti a persona. Gli stranieri restano più a lungo, 3,34 notti, contro le 2,88 degli italiani: quasi mezza notte di differenza che pesa sui conti degli hotel cittadini, pensati per soggiorni brevi.
Tra le due filiere ricettive, a correre più veloce è quella extralberghiera. B&B, affitti brevi e case vacanza hanno raggiunto circa 70,3 milioni di pernottamenti e superato i 19,3 milioni di turisti ospitati, con un incremento del 5,6%, più del doppio del +2,4% segnato dagli alberghi. Questi ultimi restano comunque la parte più grande del mercato, con 27,6 milioni di arrivi e 77,6 milioni di presenze. Negli esercizi extralberghieri la crescita è arrivata sia dagli italiani (+4,2%) sia dagli stranieri (+6,4%); negli hotel, al contrario, la clientela italiana si è mossa appena (+1,7%) mentre quella estera è salita del 2,9%. Il perimetro extralberghiero comprende sia le strutture gestite come impresa sia gli affitti tra privati offerti a scopo turistico, una fetta di offerta che negli ultimi anni ha ampliato di molto le opzioni disponibili al di fuori del circuito alberghiero classico.
Il quadro che emerge non è quello di un’estate affollata, ma di un’estate più redditizia per notte venduta, con un peso crescente della domanda internazionale e degli affitti brevi rispetto all’albergo tradizionale. Per chi lavora nella ricettività, il numero da monitorare nei prossimi report non è quindi quello degli arrivi, ma quello dei pernottamenti: è lì che si gioca il fatturato reale della stagione, ed è lì che il comparto extralberghiero sta guadagnando terreno più in fretta degli hotel.
Dati e rilevazioni riportati da Il Sole 24 Ore, a partire dalle statistiche Istat sul movimento turistico del secondo trimestre 2026 pubblicate lunedì 14 settembre 2026.