Per il quinto anno di fila, la vetta della classifica Forbes 400 resta occupata da Elon Musk. Il patron di Tesla, anima anche di SpaceX, tocca ora una stima di 908 miliardi di dollari: nessun nome, in tutta la storia della graduatoria, era mai arrivato così vicino ai mille miliardi.

Il podio segue a distanza siderale. Con una stima di 378 miliardi c’è il fondatore di Amazon Jeff Bezos, mentre il terzo gradino appartiene a Larry Page: il cofondatore di Google vale, sempre secondo Forbes, 278 miliardi. Subito dietro arriva Michael Dell, alla guida di Dell Technologies, fermo a 263 miliardi, e poi l’altro fondatore di Google, Sergey Brin, che vale 256 miliardi secondo la rivista.

Poco più giù si trovano altri nomi del mondo tech. Zuckerberg, alla guida di Meta, pesa 212 miliardi; il cofondatore di Oracle Larry Ellison arriva a 204 miliardi; il numero uno di Nvidia, Jensen Huang, si ferma a 199 miliardi. Completano la top ten l’ex capo di Microsoft Steve Ballmer, stimato 156 miliardi, e l’investitore Warren Buffett, alla guida di Berkshire Hathaway, con 144 miliardi.

Il dato che racconta di più riguarda però la soglia d’accesso. Per rientrare quest’anno tra i 400 nomi censiti da Forbes serve una fortuna da 4,4 miliardi di dollari, il livello più alto mai richiesto. Eppure la lista ha comunque trovato spazio per 34 debuttanti, mentre altri 590 miliardari statunitensi sono rimasti fuori perché il loro patrimonio non arriva a quella cifra. Secondo i calcoli della rivista, i primi venti nomi pesano da soli circa metà del valore complessivo dei 400, un blocco che in un anno si è arricchito di altri 970 miliardi rispetto al 2025.

Scendendo nella classifica compaiono fortune di settori lontani dalla tecnologia. I fratelli Jacqueline e John Mars, eredi del gruppo alimentare, valgono 50,3 miliardi ciascuno. L’investitore Stephen Schwarzman si ferma a 46,4 miliardi, Lukas Walton, ramo della famiglia che controlla Walmart, arriva a 44,4 miliardi, e la numero uno di Fidelity Investments, Abigail Johnson, tocca 41,6 miliardi. Più in basso, tra i 34 e i 38 miliardi, si posizionano Melinda French Gates, Len Blavatnik, l’imprenditore Peter Thiel e l’ex numero uno di Google Eric Schmidt. Chiudono la cinquantina il cofondatore di OpenAI Greg Brockman, a quota 25,5 miliardi, e l’imprenditore della robotica Brett Adcock, con 23,4 miliardi.

La geografia dei super patrimoni conferma alcuni poli consolidati. Il Texas ospita sia Musk sia Dell, la Florida è la residenza di Bezos ed Ellison, mentre gran parte dei protagonisti della Silicon Valley vive in California. New York resta invece il centro gravitazionale delle fortune legate a finanza e media. Più che una semplice graduatoria di nomi, il quadro mostra come tecnologia e finanza abbiano scalzato la grande distribuzione e l’industria classica dai vertici della ricchezza americana.

Va tenuto presente che si tratta di stime, calcolate da Forbes al 4 settembre 2026: gran parte di questi patrimoni dipende da quote di società quotate e da partecipazioni in aziende non ancora sul mercato, un mix che può cambiare valore in fretta se le Borse si muovono. Per chi segue i titoli tecnologici americani, il punto da osservare nei prossimi mesi è se questa concentrazione ai vertici regge anche a una correzione delle valutazioni che oggi la sostengono.

Stime della classifica Forbes 400 2026, riprese da Wall Street Italia in un articolo di Alessandra Caparello pubblicato giovedì 17 settembre 2026.