La detrazione del 19% sugli interessi del mutuo nel 730/2026 non spetta soltanto a chi ha comprato casa da abitare. Lo ricorda una guida di Money.it, dedicata ai casi meno noti in cui l’agevolazione si applica. Il beneficio copre anche ristrutturazioni, l’acquisto di immobili diversi dalla propria residenza e i prestiti agrari. Ognuno ha un rigo e un codice distinti nel quadro E del 730.

Nella base di calcolo rientrano gli interessi passivi pagati alla banca più una serie di oneri accessori.

  • Le spese per il cambio valuta, quando il mutuo è in una moneta diversa dall’euro.
  • Le commissioni per l’intermediazione dell’istituto di credito.
  • Gli oneri fiscali e le spese di istruttoria e perizia tecnica.
  • Le penali per l’estinzione anticipata e le spese notarili.

Per il mutuo ipotecario acceso per comprare l’abitazione principale, il tetto della detrazione del 19% è di 4.000 euro l’anno di spesa. Per i contratti firmati prima del 1993 quel tetto vale per ogni intestatario, per quelli successivi va diviso tra tutti i cointestatari. Serve essere sia intestatari del mutuo sia proprietari dell’immobile, anche quando ad abitarci è un familiare. Questo caso va al rigo E7, senza alcun codice.

Se il mutuo è stato acceso con garanzia ipotecaria prima del 1993 per comprare un immobile diverso dalla propria residenza, il tetto scende a 2.065,83 euro a testa e non dipende dal reddito del contribuente. Chi ha firmato entro il 1990 può portare in detrazione anche negozi, uffici e interventi di costruzione o ristrutturazione; per i contratti tra il 1991 e il 1992 la norma limita il beneficio agli immobili residenziali non locati. Questa quota va sommata a quella già riconosciuta per l’abitazione principale, purché il totale non superi 2.065,83 euro complessivi.

Lo stesso tetto, 2.582,28 euro a testa, vale per due casi distinti. Il primo sono i mutui accesi nel 1997 per interventi di manutenzione o restauro, validi su qualunque immobile comprese cantine e negozi. Il secondo sono i finanziamenti ottenuti dal 1998 in avanti da chi costruisce la propria abitazione principale o la ristruttura.

In quest’ultimo caso vanno rispettate le tempistiche fissate dalla norma. Il contratto va firmato nei sei mesi precedenti l’avvio dei lavori o, dal dicembre 2007, fino a diciotto mesi dopo, e l’immobile deve diventare dimora abituale non oltre sei mesi dopo la fine dei lavori. Fino al 2021 questi interessi prendono il codice 10, dal 2022 il codice 46.

Anche i mutui agrari seguono una regola a parte. La detrazione del 19% spetta indipendentemente dal fatto che il prestito sia garantito da ipoteca. Il codice da usare è l’11 per i contratti fino al 2021, il 47 per quelli successivi.

Nel modello, l’unico caso senza codice è l’acquisto dell’abitazione principale, da inserire al rigo E7. Tutti gli altri vanno ai righi E8-E10, con il codice specifico per ogni tipologia di mutuo. Prima di compilare il 730/2026, conviene controllare l’anno di stipula e la finalità del proprio mutuo. Usare il codice sbagliato, o dimenticare una voce accessoria come le spese notarili, resta il modo più comune per perdere una detrazione a cui si avrebbe diritto.

Articolo di Money.it, a firma di Patrizia Del Pidio, pubblicato il 17 agosto 2026.