Morgan Stanley ha riavviato la copertura su Poste Italiane con giudizio Overweight e un target price di 29 euro. Con il titolo a 24,32 euro, in lieve calo nella seduta di martedì 13 ottobre a Piazza Affari, il margine di rialzo indicato dagli analisti è del 19,2%. Lo scrive Money.it.
Il motore della valutazione è TIM, la compagnia telefonica di cui il gruppo guidato da Matteo Del Fante ha conquistato il controllo, con una quota intorno all’87% del capitale. Secondo il report, l’operazione fa crescere in modo significativo utili e dividendi di Poste. Per la liquidità che resta dopo aver pagato le cedole, la banca stima nel 2028 un livello di 1,1 miliardi di euro, che sale a 1,2 miliardi l’anno successivo.
Il confronto con lo scenario senza TIM spiega il peso del dossier. Su base standalone la liquidità si fermerebbe tra 0,3 e 0,4 miliardi di euro. Quella cassa in più, scrivono gli analisti, apre a Poste scelte importanti: investire per crescere, ridurre il debito oppure remunerare gli azionisti.
Gli analisti stimano per il biennio 2028-2029 un utile per azione rettificato in aumento dall’8 al 10%. Le loro previsioni sull’utile per azione superano quelle del consensus, cioè la media delle stime degli analisti, dell’8-9%. Una parte del divario, spiega Morgan Stanley, nasce dal fatto che il mercato non ha ancora incorporato per intero TIM nei suoi conti. Un’altra parte viene dalle stime più ottimiste che la banca usa per i ricavi da interessi di BancoPosta, dopo i recenti rialzi dei rendimenti.
Sul fronte industriale, la banca punta sulle sinergie, che indica in 700 milioni di euro. Per Morgan Stanley sono la base di una crescita sensibile dell’utile per azione. Nel lungo periodo vede inoltre un gruppo che potrebbe diventare protagonista dell’intelligenza artificiale in Italia, unendo le reti di TIM con i dati dei clienti Poste.
I rischi esistono e il report li elenca. Le sinergie sui ricavi potrebbero risultare inferiori alle attese, gli investimenti necessari in TIM potrebbero superare le previsioni, e la cassa aggiuntiva potrebbe finire in impieghi poco redditizi. C’è poi una precisazione: il beneficio per chi possiede azioni Poste varierà secondo il luogo in cui nasceranno le sinergie e secondo l’assetto finale dei soci di TIM.
Il punto, quindi, è che il target di 29 euro è un giudizio di una singola banca, costruito su stime al 2028 e al 2029. Non è un dato verificato da terzi. Le sinergie e l’uso della cassa sono ancora ipotesi, perché Poste non le ha quantificate in pubblico.
La data da segnare è il piano industriale di Poste, che arriverà non oltre i primi tre mesi del 2027. Chi ha il titolo in portafoglio troverà lì le cifre che dicono se i 700 milioni di sinergie reggono e come il gruppo userà la liquidità in più.
Secondo Money.it, che ha raccontato il giudizio di Morgan Stanley su Poste Italiane il 13 ottobre 2026.