Il Modello Redditi sui guadagni del 2025 va trasmesso entro lunedì 2 novembre 2026. Lo devono presentare le partite IVA, i dipendenti che non hanno fatto il 730 e chi ha redditi che il 730 non copre. Secondo Money.it, i controlli finali sono quattro, e valgono sia per chi compila da solo sia per chi si affida a un professionista.
Affidarsi a un commercialista non sposta la responsabilità. Il professionista lavora sui documenti che gli consegni: se manca una fattura medica smarrita o un conto estero non è stato segnalato, non può saperlo. Per questo una rilettura incrociata prima dell’invio protegge da contestazioni che potrebbero arrivare anni dopo.
Le spese con detrazione al 19% sono il primo punto. Rientrano istruzione, asili nido, sport dei figli, università, interessi passivi sul mutuo, spese mediche, pompe funebri e veterinario. A parte le spese sanitarie (farmaci, dispositivi medici, visite e analisi in strutture pubbliche o accreditate), tutte richiedono un pagamento tracciabile.
Qui lo sbaglio è facile. Se inserisci una spesa saldata in contanti, la detrazione non spetta. In caso di controllo l’Agenzia delle Entrate recupera l’imposta non versata, aggiunge una sanzione del 30% sulla maggiore imposta e chiede gli interessi di mora.
Il Quadro RW riguarda chi ha estero e cripto. Va compilato se hai conti esteri con giacenza sopra i 15.000 euro, attività finanziarie fuori dall’Italia o cripto-attività su exchange stranieri o su wallet hardware privati. Serve al monitoraggio fiscale e al calcolo dell’IVAFE; sulle cripto l’imposta è dello 0,2%.
Dimenticarlo costa caro. Sugli importi non dichiarati la sanzione parte dal 3% e arriva al 15%. Se i conti o gli asset stanno in un Paese della Black List, le percentuali raddoppiano e vanno dal 6% al 30%.
Il concordato preventivo biennale si accetta dentro il Modello Redditi, nei modelli ISA, e riguarda le partite IVA a cui l’Agenzia delle Entrate ha proposto un reddito. L’adesione vincola per due anni. Chi non spunta la casella resta fuori dai benefici premiali e dal ravvedimento speciale, quindi la scelta va fatta con calma prima del 2 novembre.
Gli acconti sono l’ultimo controllo. Tutti i versamenti fatti con F24 durante il 2025, più quelli di giugno 2026, devono comparire nel Quadro RN. Se ne dimentichi uno, il debito finale risulta più alto del dovuto: o paghi due volte, o ripari con una dichiarazione integrativa.
Il rischio opposto è altrettanto concreto. Indicare un acconto superiore a quello versato, per abbassare quanto devi pagare a novembre, può attirare controlli. A quel punto arriva una cartella con la maggiore imposta, più sanzioni e interessi.
C’è poi un problema pratico. Chi aspetta le ultime ore rischia i rallentamenti dei server dell’Agenzia delle Entrate, dovuti ai tanti accessi, e sbaglia per la fretta.
Il consiglio più utile è anticipare l’invio di qualche giorno. Prima di trasmettere, tieni a portata di mano ricevute e movimenti: se un dato non torna, hai ancora tempo fino a lunedì 2 novembre per correggerlo.
Secondo Money.it, in un articolo di Patrizia Del Pidio pubblicato lunedì 26 ottobre 2026.