Il governo sta valutando come far crescere gli stipendi netti dei giovani under 30 al primo impiego, ma non ha ancora scelto lo strumento. Sul tavolo ci sono quattro ipotesi alternative, e nella legge di bilancio ne entrerà una soltanto. Lo ha riportato La Repubblica, ripresa sabato 24 ottobre da QuiFinanza.
La prima ipotesi tocca l’Irpef. Per gli under 30 si abbasserebbe l’aliquota del 23%, quella che si applica ai redditi fino a 28mila euro. Il vantaggio sarebbe una platea larga, perché ci rientrerebbero tutti i nuovi assunti sotto quella età, e un effetto visibile subito in busta paga. Gli svantaggi sono due: un costo alto per lo Stato e il rischio che i datori di lavoro offrano paghe lorde più basse, tanto il netto resterebbe lo stesso.
La seconda strada è uno sconto fiscale applicato direttamente dal datore di lavoro. Non sarebbe legato alla fascia di reddito più bassa, quindi i beneficiari potrebbero essere meno. Agirebbe però sul cuneo fiscale, cioè sulla distanza tra quanto costa un dipendente all’azienda e quanto arriva al lavoratore.
La terza è la più scenografica: una specie di quattordicesima a dicembre. A pagarla sarebbe lo Stato, ai neoassunti under 30, in proporzione alle imposte versate nel corso dell’anno. Funzionerebbe come un rimborso e avrebbe un impatto psicologico più forte delle altre misure. Resta il nodo dei costi.
L’ultima ipotesi è la meno appariscente. Nell’ultima manovra il governo ha introdotto un’imposta sostitutiva del 5% sugli aumenti contrattuali sulle retribuzioni che arrivano fino a 33mila euro di lordo l’anno. Quell’aliquota potrebbe scendere ancora per i giovani, così che ogni rinnovo del contratto collettivo porti loro di più. Secondo QuiFinanza è l’opzione con più probabilità di diventare strutturale. Il rovescio è la percezione: i benefici si vedrebbero solo con i rinnovi, quindi lentamente.
A decidere sarà soprattutto il budget. Escludendo la flessibilità europea, che vale per energia e difesa e per nient’altro, la manovra per il 2027 muove 9 miliardi di euro. Con quella cifra il governo deve finanziare anche la sanità, la riforma del fisco e gli enti territoriali. QuiFinanza la definisce tra le più modeste che si ricordino.
Il segnale più chiaro sui margini stretti riguarda un’altra proposta. L’idea di Antonio Tajani, per i nuovi assunti under 35, una no tax area, sarebbe già stata messa da parte.
Per un giovane al primo lavoro, il punto da seguire è il testo della legge di bilancio: lì si vedrà quale delle quattro misure sopravvive e se arriva nel netto subito, a dicembre o solo con il prossimo contratto.
Secondo QuiFinanza, in un articolo di Matteo Runchi del 24 ottobre 2026 che cita La Repubblica.