Stellantis ha chiesto la cassa integrazione per 1.074 persone tra la fabbrica torinese di Mirafiori, operai e impiegati compresi, con lo stop fissato tra il 19 e il 30 del prossimo ottobre. La misura riguarda soprattutto il reparto carrozzerie: 934 sono operai, i restanti 140 lavorano negli uffici dell’impianto. Lo ha comunicato l’azienda martedì, dopo una riunione interna dei vertici, secondo quanto riportato da QuiFinanza.

A pesare è il mancato raggiungimento dei target produttivi fissati per quest’anno. Il gruppo automobilistico contava di assemblare almeno 100.000 vetture a Mirafiori nel primo anno di produzione della Fiat 500 ibrida, lanciata accanto alla versione già in commercio, quella elettrica, con l’obiettivo di arrivare fino a 120.000. Le stime aggiornate indicano invece un intervallo compreso fra 60.000 e 80.000 unità entro dicembre.

Un portavoce del gruppo ha descritto la situazione come complessa, sottolineando che la produzione nello stabilimento è comunque raddoppiata rispetto al 2025. Il problema non è solo la domanda debole nel mercato dell’auto in Europa: dentro la stessa gamma Stellantis, la nuova Grande Panda ha eroso quote di mercato che avrebbero dovuto andare alla 500 ibrida.

Il costo dell’energia resta l’altro fronte critico. In agosto la bolletta pagata dallo stabilimento è salita a 250 euro per megawattora, un livello più che doppio rispetto a quanto il gruppo sostiene di pagare negli impianti spagnoli e in quelli francesi, tra i più grandi del gruppo nel continente.

I sindacati chiedono da tempo di affiancare alla 500 un secondo modello, per non legare le sorti di Mirafiori alle vendite di una singola auto. Se le vendite della 500 vanno bene, la fabbrica sta in piedi. Se calano, è lo stop degli ammortizzatori sociali a fare da valvola di sfogo, come accade ora. Per l’azienda, diversificare la produzione in un solo impianto significa investimenti aggiuntivi che finora non ha voluto affrontare.

Una risposta parziale arriverà solo nel 2030, quando debutterà a Mirafiori il modello che sostituirà l’attuale 500. Il Ceo Antonio Filosa ha parlato di un’auto multienergy con diverse carrozzerie, capace di coprire più segmenti come se fossero modelli distinti tra loro. È un compromesso che allunga di quattro anni l’attesa dei sindacati per una gamma davvero diversificata nello stabilimento torinese.

Per chi lavora a Mirafiori, i prossimi mesi restano legati a un solo dato: quante 500 ibride riuscirà a vendere Stellantis prima di dicembre. Se i volumi non si avvicinano alla soglia dei 100.000 pezzi, un nuovo giro di cassa integrazione nel 2027 diventa lo scenario più probabile da monitorare.

Dati e dichiarazioni riportati da QuiFinanza in un articolo di Matteo Runchi pubblicato martedì 22 settembre 2026.