Ferrero ha confermato il premio di produzione per il 2025-2026: oltre 7.000 dipendenti negli stabilimenti italiani lo vedranno in busta paga a ottobre, con una media superiore ai 2.500 euro lordi. L’azienda di Alba, che nel mondo conta 50.000 lavoratori e un fatturato da 19 miliardi di euro, ha formalizzato le cifre in un incontro con le sigle Rsu, Fai-Cisl, Uila-Uil e Flai-Cgil, tenutosi martedì 22 settembre.

Il premio rientra in uno schema legato al raggiungimento di target annuali: quest’anno il massimo teorico incassabile era di 2.730 euro lordi a persona. Due indicatori determinano l’importo finale: il risultato economico dell’intero gruppo pesa per il 30%, mentre l’andamento del singolo stabilimento vale il restante 70%. Gli obiettivi sono stati centrati oltre il 90%, un livello che spiega perché la cifra reale si sia avvicinata al massimo teorico in quasi tutte le sedi. Il peso maggiore dato al risultato locale, il 70% contro il 30% del dato di gruppo, è la ragione per cui due colleghi della stessa azienda possono chiudere l’anno con importi diversi pur lavorando per lo stesso marchio: conta di più come va lo stabilimento in cui si timbra il cartellino, non solo il bilancio complessivo di Ferrero.

Le somme cambiano da fabbrica a fabbrica. I lavoratori dell’area di Sant’Angelo riceveranno di più, poco sopra i 2.555 euro. Segue la rete commerciale, poi la sede di Alba e lo stabilimento di Balvano. Il personale di staff si ferma poco sopra i 2.536 euro, mentre chi lavora a Pozzuolo chiude la classifica con circa 2.426 euro: uno scarto che nasce proprio dal peso del 70% assegnato ai risultati locali, non da una scelta arbitraria dell’azienda.

Chi preferisce non incassare tutto in contanti può dirottare una parte del premio sulla piattaforma di welfare aziendale Ferrero Care, in scaglioni da 300 a 1.500 euro. La conversione conviene su due fronti. Primo, quella quota sfugge alla tassazione ordinaria che invece colpisce il premio in denaro. Secondo, l’azienda aggiunge di tasca propria un ulteriore 20% sopra la cifra spostata nel welfare. Con i servizi attivabili si può coprire tutto, dalle spese sanitarie alla pensione integrativa, fino ai costi di istruzione dei figli o alle attività del tempo libero.

Chi decide di convertire una parte del premio incassa di fatto più valore reale rispetto a chi lo prende tutto in contanti, perché al netto delle tasse la somma trasformata in servizi resta più alta e l’azienda ci aggiunge risorse proprie sopra. È una scelta che va fatta entro la finestra che l’azienda apre insieme al pagamento di ottobre, quindi conviene simulare il proprio caso, sede per sede, prima che la piattaforma Ferrero Care chiuda le opzioni disponibili per quest’anno.

Cifre e dettagli riportati da QuiFinanza nell’articolo di martedì 22 settembre 2026 a firma di Emanuela Colatosti.