Meta ha chiuso il terzo trimestre con 64,6 miliardi di dollari di ricavi, il 26% in più di un anno fa, e ha annunciato uno split azionario due a uno. I numeri sono stati diffusi mercoledì 21 ottobre e, secondo Forbes, hanno superato le previsioni degli analisti.
Lo split ha una particolarità: chi possiede azioni di Classe A riceverà un’azione di Classe C, che non dà diritto di voto. In pratica il numero di titoli raddoppia, ma il potere decisionale resta dov’era. Forbes sostiene che l’operazione permetterà all’amministratore delegato Mark Zuckerberg di conservare il controllo mentre l’azienda spinge sull’intelligenza artificiale.
L’utile netto ha raggiunto quota 9,8 miliardi, cioè 3,83 dollari per azione. Un anno prima erano 2,7 miliardi, ma quel trimestre aveva subito un prelievo fiscale straordinario, vicino ai 16 miliardi, legato alla riforma tributaria dell’amministrazione Trump. Il confronto con il 2025 va quindi letto con cautela.
Il capitolo più pesante resta la spesa. Tra luglio e settembre gli investimenti in conto capitale sono stati di 34,9 miliardi di dollari. Sui dodici mesi Meta ora prevede da 135 a 145 miliardi, e ha accorciato la forbice che prima partiva da 130. Il tetto massimo di 145 miliardi non si è mosso.
Dopo la pubblicazione dei conti il titolo ha guadagnato circa il 2,1% e si è fermato a 712 dollari. Per il quarto trimestre l’azienda stima ricavi da 73 a 76 miliardi. Le uscite complessive dell’anno dovrebbero collocarsi fra 175 e 179 miliardi, una cifra che comprende circa metà di un accordo da circa 18 miliardi, firmato dai procuratori generali di vari Stati insieme a Meta. L’intesa mette fine alle cause su adolescenti e social media, accusati di creare dipendenza.
Mercoledì è arrivata anche una condanna in New Mexico: una giuria ha stabilito che Meta ha ingannato i consumatori sulla privacy dei loro dati, e dovrà versare 25 miliardi di dollari al New Mexico. Forbes non riporta se Meta farà ricorso.
Sull’intelligenza artificiale la scommessa si chiama Muse, un agente lanciato a settembre. Ha scalato la classifica dell’App Store statunitense fino al primo posto, con oltre 10 milioni di scaricamenti nei primi 40 giorni. Zuckerberg lo ha indicato come uno dei tanti traguardi fondamentali.
Nella teleconferenza con gli analisti ha detto che Muse dovrebbe diventare molto redditizio, fino a miliardi di utenti. Ha aggiunto che nel prossimo anno il costo di calcolo dell’agente dovrebbe scendere di dieci volte. Sono previsioni dello stesso amministratore delegato, senza una verifica indipendente.
Per Zuckerberg i conti ricchi hanno un effetto visibile: Forbes calcola per il suo patrimonio 239,3 miliardi di dollari circa, ovvero 1,1 miliardi in più rispetto a un giorno prima.
Chi ha Meta in portafoglio dovrebbe seguire due dati: i ricavi del quarto trimestre rispetto alla forbice di 73-76 miliardi e il costo effettivo degli investimenti sull’IA. Dalla data di arrivo delle azioni senza voto, invece, dipenderà l’impatto concreto dello split.
Secondo Forbes Italia, che ha pubblicato la notizia giovedì 22 ottobre 2026, i risultati e lo split sono stati annunciati da Meta mercoledì 21 ottobre.