Lo stabilimento Stellantis di Melfi ha riacceso l’unità di montaggio mercoledì 19 agosto, primo fra gli impianti italiani del gruppo a tornare operativo dopo la pausa estiva. Nei prossimi giorni seguiranno anche Mirafiori e Pomigliano, dove i sindacati hanno ottenuto la proroga della solidarietà per un altro anno.

Come ricostruisce Il Sole 24 Ore, il sito lucano ospita oggi la missione produttiva più ampia dell’intero perimetro italiano del gruppo. La Jeep Compass resta il modello che garantisce i volumi principali, ma la linea sta per allargarsi: dopo il debutto della DS7 arriverà la Lancia Gamma, affiancata alla DS8 già in produzione. A completare il quadro sarà un nuovo suv Alfa Romeo, quinto modello assegnato allo stabilimento: il programma aziendale colloca le pre-serie al 2027 e sposta al 2028 l’inizio della produzione.

La fase resta delicata sul fronte occupazionale. Fino al 31 dicembre restano attivi i contratti di solidarietà per 4.400 lavoratori, segnale di come i volumi produttivi e la tenuta dell’indotto restino questioni aperte. I sindacati indicano il prossimo biennio come decisivo per la competitività dello stabilimento, un passaggio che si colloca a ridosso del cambio al vertice del gruppo, dalla guida di Carlos Tavares a quella di Antonio Filosa. A fine luglio, sempre a Melfi, è arrivato un accordo di reindustrializzazione per le aziende dell’indotto. Coinvolge 150 dipendenti di Pmc e Brose.

A Pomigliano d’Arco, lo stabilimento della Fiat Panda, la solidarietà è stata prorogata per un altro anno. Da sola l’utilitaria vale circa la metà di tutti i volumi assemblati da Stellantis nel paese. La proroga conferma quanto il comparto auto resti sotto pressione sia in Italia sia nel resto d’Europa, con una domanda che non riesce a riempire la capacità degli impianti installati. Ai vertici del sito campano è stata affidata per il futuro la produzione di una nuova gamma di veicoli elettrici.

Mirafiori tornerà regolarmente al lavoro lunedì prossimo. Cassino invece resta fermo più a lungo: il fermo produttivo è stato esteso fino al 31 agosto. Per i sindacati quella pausa non è stagionale: è una crisi che si trascina da mesi. Nello stabilimento restano in produzione la Giulia e la Stelvio, i due modelli Alfa Romeo dell’impianto, almeno fino al 2027. I volumi restano però ai minimi storici. Secondo un report della Fim Cisl, nell’impianto la produzione del primo semestre si è ridotta di un terzo, dopo un anno precedente già debole. Le sorti dello stabilimento dipendono ora dal rilancio di Maserati, oggi limitato al suv Grecale, e da un piano industriale che Stellantis deve ancora presentare entro dicembre.

Per chi lavora nell’indotto lucano e campano, il primo indicatore da seguire non è la data di riapertura ma il volume reale che le nuove linee riusciranno a mantenere una volta esaurita la fase di avvio. Da quel numero dipenderà se i contratti di solidarietà resteranno una misura ponte o diventeranno una condizione strutturale.

Dati e dichiarazioni sindacali riportati da Il Sole 24 Ore nell’edizione del 19 agosto 2026.