Alphabet ha perso il 12,73% in Borsa giovedì 29 ottobre, arrivando alle 14

a quota 283,52 dollari. Il giorno prima il titolo aveva chiuso a 324,89 dollari. A pesare sono i risultati trimestrali di mercoledì sera (il terzo trimestre 2026) e un segnale tecnico che molti operatori guardano con attenzione: il death cross.

Secondo Money.it, la seduta si è svolta per intero sotto il livello di chiusura precedente, tra un massimo di 288,20 dollari e un minimo di 280,36. Nelle contrattazioni dopo la chiusura di mercoledì il ribasso era intorno al 10%. Giovedì si è allargato, fino a sfiorare il 13%.

La cassa è la voce che ha spaventato di più. Il free cash flow, cioè il denaro che resta dopo gli investimenti, è tornato in territorio negativo: meno 9,07 miliardi di dollari. L’utile per azione è sceso: 2,12 dollari, mentre un anno prima erano 2,87.

Il problema, per il mercato, è la spesa per l’intelligenza artificiale. La società ha confermato investimenti in infrastrutture superiori ai 200 miliardi di dollari nel 2026, con una cifra ancora più alta, sopra i 300 miliardi, per il 2027. Quei soldi escono più in fretta di quanto gli investitori fossero disposti ad accettare. Il mercato chiede ritorni che per adesso mancano.

Era già successo. Dopo la trimestrale precedente, a luglio, il titolo aveva perso oltre il 7% anche con numeri migliori delle attese su quasi ogni voce. Il copione si ripete: conti solidi, cassa che si assottiglia, mercato che punisce.

Sui grafici il quadro è peggiorato. Il prezzo è sotto le medie mobili a 200, 100, 50 e 20 sedute, tutte comprese fra 339,82 e 347,48 dollari. Nella seduta si è formato il death cross: la media a 50 sedute ha incrociato verso il basso quella a 200. Gli operatori lo leggono come indizio di una fase nuova, nel medio periodo, ma non infallibile.

Gli altri indicatori dicono che la vendita è decisa ma non disperata. L’RSI a 14 sedute è a 38,6, vicino all’area di ipervenduto senza esserci dentro. Il MACD resta negativo e sotto la sua linea di segnale. L’ADX, a 19,9, indica un trend ancora moderato, quindi non un crollo fuori controllo.

Alphabet ha anche sfondato la banda inferiore dell’indicatore di Bollinger (316,29 dollari) e il minimo dei sei mesi precedenti, 314,90. Il primo ritracciamento di Fibonacci, calcolato sul movimento da 408,61 a 314,90, cade a 350,70 dollari. Serve soprattutto come riferimento per un eventuale rimbalzo.

Il contesto resta più sfumato di quanto dica la seduta. Da quattro settimane il titolo perde il 4,71%, ma su dodici mesi guadagna ancora il 20,66%. L’intervallo delle ultime 52 settimane va da 266,50 a 408,61 dollari.

Nella stessa settimana è finita sotto i riflettori anche Anthropic, di cui Alphabet è fra i maggiori soci. Ha presentato i documenti per sbarcare in Borsa e vi ha indicato una perdita di 80,7 miliardi di dollari.

Chi segue il titolo ha due punti da tenere d’occhio. Il primo è se Alphabet riesce a risalire verso i 350,70 dollari. Il secondo è la prossima trimestrale, dove si capirà se la cassa smette di bruciare.

Dati e analisi tecnica di Money.it, Ufficio Studi, pubblicati giovedì 29 ottobre 2026.