Il governo rinuncia al contributo italiano di 2 euro per i pacchetti spediti da fuori Ue. Lo prevede l’articolo 30 del testo definitivo del disegno di legge di Bilancio, secondo quanto ha riportato Adnkronos domenica 1 novembre. Il prelievo riguardava le spedizioni fino a 150 euro e non è mai partito.
La data di avvio era slittata più volte. Il contributo doveva debuttare il 1 gennaio 2027, cioè un anno dopo il primo calendario fissato dall’esecutivo. Ora la manovra lo cancella del tutto, senza ulteriori rinvii. Per i conti pubblici è un’entrata attesa che sparisce, per chi compra online è un costo in meno almeno sul fronte italiano.
La rinuncia ha un prezzo, e la relazione tecnica che accompagna la manovra lo quantifica. Ogni anno lo Stato incassa 91,3 milioni di euro in meno rispetto a quanto previsto, a partire dal 2027. Sul saldo netto da finanziare l’impatto negativo sale a 245 milioni di euro complessivi, perché vanno azzerate le entrate che il bilancio aveva iscritto quando la tassa era stata introdotta.
Il testo, va ricordato, è un disegno di legge. Deve ancora completare il percorso in Parlamento, quindi l’abolizione non è definitiva finché la manovra non diventa legge.
Chi ordina online da piattaforme extra Ue non deve però pensare che i pacchi diventino a costo zero. Da domenica 1 novembre vale a livello europeo un prelievo di 2 euro su ogni ordine che un negozio extra Ue manda a casa del consumatore, qualunque sia il valore della merce. Serve a frenare le micro spedizioni, Cina in testa, e a rimborsare le dogane dei costi sostenuti.
A luglio, inoltre, è arrivato un dazio di 3 euro sui pacchi sotto i 150 euro. Le due misure europee si sommano.
Il contributo si calcola per tipo di articolo, non per pacco. Dieci magliette uguali in una scatola pagano 2 euro. Magliette e cappelli nella stessa spedizione ne pagano 4.
Sulla carta, la Commissione europea sostiene che i consumatori non dovrebbero farsene carico. Nei fatti, venditori e piattaforme possono caricarlo sul prezzo già prima dell’acquisto. Le due indicazioni convivono senza un divieto esplicito: la parola finale spetta a chi gestisce il negozio online, non a chi compra.
Per chi ordina spesso da marketplace extra Ue conviene guardare il totale al momento del pagamento, non il prezzo in vetrina. Dal 1 gennaio 2027 il prelievo italiano non ci sarà, se la manovra passa com’è, ma il prelievo europeo e il dazio da 3 euro restano nel conto finale.
Secondo Adnkronos, che ha dato la notizia il 1 novembre 2026, la misura è contenuta nell’articolo 30 del testo del disegno di legge di Bilancio.