La maggioranza di governo si è riunita lunedì 19 ottobre in un vertice sulla Legge di Bilancio 2027, che deve arrivare in Parlamento entro la fine dell’anno. Il tavolo doveva avvicinare le posizioni del Mef e dei leader di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati. Il punto più caldo è la tassa sugli extra-profitti delle banche.
Secondo QuiFinanza, il governo Meloni ha poco spazio per spendere. La manovra vale 23,5 miliardi di euro, ma solo 10 miliardi vengono dal bilancio dello Stato. Il resto dipende da misure in deficit o dal via libera alla clausola di salvaguardia nazionale.
Le voci principali sono tre: la Difesa riceve 4,6 miliardi, la Sanità 2,4 miliardi e per le famiglie ne sono previsti 5. Qualsiasi richiesta in più, quindi, deve trovare coperture altrove.
Sulle banche le posizioni sono opposte. Matteo Salvini (Lega) chiede che sia il governo a stabilire l’importo, non inferiore a 5 miliardi di euro, e lo considera una misura di puro buonsenso. Antonio Tajani, vice premier, preferisce un contributo volontario. Il suo timore: un prelievo troppo alto spingerebbe gli istituti ad aumentare le spese per i correntisti.
C’è poi il capitolo energia. L’Italia ha chiesto a Commissione e Unione europea più flessibilità sul prezzo del gas, con l’inverno alle porte. Ne è uscita con una possibilità concreta: ridurre del 25% la spesa di famiglie e imprese. Pesa anche questo sulla scelta di inserire in manovra bonus energetici contro il caro bollette.
L’uso dei margini di bilancio soprattutto per calmierare le tariffe ha però un prezzo. Gli investimenti strutturali per l’indipendenza energetica, con l’attuale fiscalità italiana, si scaricano sulle voci generali di sistema. QuiFinanza sottolinea che questo aumenta il rischio di nuovi rincari sulle bollette elettriche.
Le richieste dei partiti sono molte: meno tasse per giovani e ceto medio, una flat tax che arrivi a 100.000 euro, l’uscita dal lavoro a 64 anni. Ognuna è costosa, e con questi margini servirebbe una manovra più grande di quella prevista.
Il ministro Giancarlo Giorgetti ha risposto che le scelte sono alternative tra loro. Con una somma di risorse data, si può intervenire sugli stipendi dei giovani, sugli anziani o sull’Irpef in generale, ma non su tutti i fronti insieme. La linea del ministro punta a difendere la credibilità della finanza pubblica e la sostenibilità del debito.
Per chi legge, il segnale è che nessuna delle misure evocate è ancora certa. Bonus energetici, taglio delle tasse per giovani e ceto medio e pensioni a 64 anni dipendono dall’esito di questo confronto, quindi conviene aspettare il testo definitivo prima di fare conti sul proprio reddito.
Secondo QuiFinanza, in un articolo di Emanuela Colatosti pubblicato il 19 ottobre 2026.