La Manovra per il 2027 dispone di 15 miliardi circa, e per renderla più corposa il Governo dovrebbe trovarne altri 10. Lo scrive QuiFinanza domenica 11 ottobre, partendo dal documento programmatico del Governo sulla finanza pubblica e dalle ricostruzioni de La Repubblica. Con quella cifra si finanzia a stento la riforma dell’Irpef, che resta il punto fermo della legge di bilancio.

Il deficit non si può più allargare, quindi le strade sono due: tagliare spese o aumentare entrate. Tutti i partiti di maggioranza vorrebbero misure mirate per il proprio elettorato, con le elezioni del 2027 all’orizzonte. I soldi, però, non ci sono.

Gli extraprofitti sono la prima ipotesi. Dalle banche e dalle assicurazioni il Governo vorrebbe un nuovo contributo, ma i tassi alti non hanno durato mesi come negli anni scorsi, perciò il gettito possibile si ferma a 3 miliardi al massimo. Restano le aziende energetiche, che con il petrolio caro hanno incassato più del previsto. Il nodo è definire che cosa sia un extraprofitto. Inoltre queste società potrebbero ribaltare il costo sui prezzi, e a pagare sarebbero i consumatori.

Le pensioni sono la seconda leva, la più impopolare. L’idea è ridurre l’adeguamento all’inflazione per gli assegni più alti, con un taglio crescente al salire dell’importo. Si parte, a quanto si ipotizza, da chi supera di tre volte la minima: il primo scaglione colpito sarebbe quello di 24.272,20 euro lordi l’anno. Nessuno si vedrebbe ridurre l’assegno rispetto al 2026, semplicemente crescerebbe meno.

Il costo di una misura simile dipende dall’inflazione, che a settembre ha raggiunto il 4,2%. Più alti sono i prezzi, più pesa l’adeguamento e più si risparmia limandolo. Un precedente esiste: il Governo Draghi ha adottato un intervento analogo, che la Corte costituzionale ha accettato.

Le piccole imposte completano il quadro. Si parla di tabacco, gioco d’azzardo e pacchi extra Ue, per qualche milione ciascuna. Più redditizie sarebbero la sugar tax e la plastic tax, finora sempre rinviate. Qui il rischio di scaricare il costo sui consumatori è altissimo, e secondo QuiFinanza sarebbe difficile approvarle prima del voto.

Perché la Manovra è così stretta? La linea di bilancio prudente puntava a riportare sotto il 3% il deficit rispetto al Pil. Il vantaggio sarebbe triplo: un debito vecchio che costa meno, l’uscita dalla procedura Ue per deficit eccessivo, rendimenti più bassi sui titoli di Stato.

Nel 2026 il piano ha incontrato un imprevisto: il conflitto in Iran. Il Pil ha frenato e il fisco ha incassato meno. Prezzi e tassi sono saliti, anche per una crisi globale che ha investito il debito di Stati e imprese private. Così è saltata l’uscita anticipata dalla procedura, che avrebbe liberato molte risorse.

Nulla di tutto questo è deciso: si tratta di ipotesi riportate dalla stampa. Chi ha una pensione sopra la soglia ipotizzata, un’attività legata a tabacco o gioco, o spesso ordina da fuori Ue, dovrebbe seguire il testo del disegno di legge di bilancio nelle prossime settimane.

Secondo QuiFinanza, che a sua volta richiama La Repubblica, nell’articolo di Matteo Runchi pubblicato domenica 11 ottobre 2026.