Il presidente del gruppo Campari, Luca Garavoglia, rischia di finire a processo: la cifra in gioco è un’evasione fiscale presunta, 1,29 miliardi in tutto. Il procedimento è all’inizio e il manager resta innocente fino a una sentenza definitiva. Lo ha riportato QuiFinanza giovedì 8 ottobre.
Garavoglia (57 anni, al vertice dell’azienda dal 1994), per la Procura, avrebbe firmato una dichiarazione fraudolenta. L’accusa riguarda l’exit tax, il prelievo dovuto sulle plusvalenze quando un’azienda porta la propria sede all’estero. Gli inquirenti ricostruiscono 5,3 miliardi di plusvalenze rimaste fuori dalle dichiarazioni dal 2018 fino al 2020, e l’imposta contestata nasce da quella base.
Tutto parte da una fusione. Nel 2018 Alicros, la holding italiana che controllava Campari, si è unita a Lagfin. È nata un’unica entità con circa il 51% del gruppo, quota che allora valeva più di 4 miliardi, e con sede societaria spostata in Lussemburgo. Per l’accusa, quella riorganizzazione sarebbe stata costruita proprio per sfuggire all’exit tax.
La vicenda ha già prodotto effetti concreti. Nell’ottobre 2025 i magistrati hanno sequestrato titoli Lagfin per 1,29 miliardi, la stessa cifra dell’imposta contestata. Sul versante tributario, poi, c’è un’intesa a parte con l’Agenzia delle Entrate: 405 milioni da versare a rate, poco meno di un terzo dell’importo che la Procura attribuisce all’evasione.
Quell’accordo non chiude il fascicolo penale, ed è questo il nodo che pesa di più sulla posizione del presidente. In Italia il procedimento fiscale e quello penale corrono su due binari separati, quindi pagare al fisco non cancella in automatico l’azione della Procura.
Lagfin, in una nota ufficiale, si dichiara estranea al procedimento. Sostiene che per gli stessi fatti la sua posizione sia stata archiviata per prescrizione, il 9 luglio 2026. I legali di Garavoglia si dicono convinti di poter dimostrare l’innocenza dei loro assistiti. Per ora nessuna delle due versioni è stata vagliata da un giudice: sono le posizioni delle parti, non accertamenti.
Il prossimo passo tocca al giudice, che deve fissare l’udienza preliminare. In quella sede deciderà se mandare a processo gli imputati. La data non è stata comunicata.
Il mercato ha reagito subito: al momento della notizia il titolo Campari cedeva l’1,31%. Un calo contenuto, che riflette l’incertezza e non una condanna, visto che siamo ancora lontani da qualunque verdetto.
Per chi investe nel titolo, la data dell’udienza preliminare è il passaggio da segnare. Da lì si capirà se il caso resta una vicenda fiscale a rate o diventa un procedimento penale a carico del presidente.
Notizia riportata da QuiFinanza, che l’ha pubblicata giovedì 8 ottobre 2026.