Le partite Iva con un reddito in forte calo hanno tempo fino al 31 ottobre per chiedere all’Inps il bonus Iscro, un’indennità che per sei mesi paga tra 255,53 e 817,69 euro ogni mese. Secondo QuiFinanza, la domanda va fatta apposta: la misura non parte da sola, nemmeno per chi ha tutti i requisiti.

Iscro è l’indennità straordinaria pensata per la continuità reddituale e operativa degli autonomi. Riguarda chi fa del lavoro autonomo la propria attività abituale ed è iscritto alla Gestione Separata dell’Inps. Chi versa i contributi altrove, per esempio a una cassa professionale, resta fuori.

I requisiti sono sei, e vanno rispettati tutti insieme:

  • almeno tre anni di partita Iva già aperta alla data della richiesta;
  • contributi previdenziali obbligatori in regola;
  • nessuna pensione diretta;
  • nessuna altra forma di previdenza obbligatoria;
  • nessun Assegno di Inclusione per tutta la durata dell’indennità;
  • reddito dell’anno precedente non oltre 12mila euro.

C’è poi la condizione che pesa di più. Il reddito autonomo dell’anno prima deve restare sotto il 70% della media dei due anni ancora precedenti. In pratica serve una caduta vera dei compensi, non un anno un po’ più debole del solito.

Sono esclusi anche i lavoratori che incassano la NASpI, la DIS-COLL, l’ALAS o l’indennità di discontinuità dello spettacolo. Stesso discorso per chi ha cariche elettive o politiche con un compenso diverso dal semplice gettone di presenza.

L’importo dipende da quanto hai guadagnato. L’Inps calcola un quarto del reddito autonomo medio dichiarato nei due anni che precedono l’anno di riferimento. Per questo l’assegno mensile può scendere fino a 255,53 euro o salire a 817,69 euro, e a un reddito basso corrisponde una cifra bassa.

Il pagamento comincia dal giorno dopo l’invio della domanda e dura sei mesi. L’indennità fa reddito, quindi va dichiarata, e non dà diritto ad alcun accredito di contribuzione figurativa. Chi la ottiene non può richiederla di nuovo nei due anni successivi a quello in cui ha iniziato a riceverla.

Ricevere i soldi comporta un impegno. Quando l’Inps accoglie la richiesta, il lavoratore viene iscritto in automatico al Siisl, la piattaforma per l’inclusione sociale e lavorativa, e deve firmare un patto di attivazione digitale. Deve poi seguire percorsi di aggiornamento professionale. Dopo 90 giorni l’Inps controlla che il corso sia davvero iniziato, e senza quella prova il sostegno è a rischio.

La richiesta si presenta online, passando da un patronato oppure telefonando al contact center dell’Inps. Dalla rete fissa il numero è 803 164, dal cellulare 06 164 164. QuiFinanza non indica però quanti autonomi abbiano ottenuto finora l’indennità, e senza quel dato è difficile stimare la platea reale.

Chi pensa di rientrare dovrebbe controllare questa settimana la dichiarazione dei redditi dell’anno scorso e quella dei due anni precedenti, e inviare la domanda prima del 31 ottobre.

Secondo QuiFinanza, in un articolo di Giorgia Bonamoneta pubblicato venerdì 9 ottobre 2026.